La nuova biografia di Michele Monina

03.05.2021.

“Laura Pausini, tutta una vita”

• Oltre 75 mili­oni di dis­c­hi ven­du­ti, 19 album pub­bli­ca­ti in più di 60 paesi. Collaborazioni con i più gran­di artis­ti stra­ni­eri, 9 tour mon­di­ali, 5 Grammy Award, oltre 50 pre­mi inter­na­zi­ona­li. Meno di un mese e mezzo fa, il tri­on­fo ai Golden Globe Awards 2021. Laura – Pausini, ça va sans dire – è una del­le can­tan­ti ita­li­ani più famo­se di tut­ti i tem­pi. Il tablo­id ingle­se The Sun l’ha inse­ri­ta tra le 30 artis­te che non saran­no mai dimen­ti­ca­te e l’Istituto Tecnologico del Massachusetts la anno­ve­ra tra le 200 can­tan­ti di mag­gi­or impat­to del­la sto­ria del­la musica.

A lei è dedi­ca­ta la nuova biogra­fia “Laura Pausini, tut­ta una vita”, Diarkos edi­to­re, dal 4 mag­gio in libre­ria. L’autore è Michele Monina, scrit­to­re, gior­na­lis­ta, cri­ti­co musi­ca­le tra i più influ­en­ti in Italia, auto­re tele­vi­si­vo. Al suo atti­vo ha un’ottantina di pub­bli­ca­zi­oni, tra cui le biogra­fie di Vasco Rossi, di cui è con­si­de­ra­to il biogra­fo uffi­ci­ale, Eros Ramazotti, Caparezza, Cesare Cremonini, Zlatan Ibrahimović, Valentino Rossi, per citar­ne solo alcune.

È auto­re del film “Vasco Non Stop Live 018−019”, usci­to al cine­ma e tra­sme­sso in TV su Canale 5.

Tra poco in libre­ria la sua secon­da biogra­fia di Laura Pausini. Un libro in cui trat­ta nuovi aspetti?

- Da anni ho deci­so di dedi­ca­re par­te del­le mie ener­gie a scri­ve­re biogra­fie di pop­s­tar e roc­k­s­tar, con mol­ta atten­zi­one all’Italia. Non mi sareb­be quin­di sta­to possi­bi­le non occu­par­mi di Laura Pausini, che in patria e all’estero è una del­le massi­me rap­pre­sen­tan­ti del­la musi­ca ita­li­ana. Questo libro par­te lad­do­ve la pri­ma biogra­fia a lei dedi­ca­ta si era fer­ma­ta, pro­van­do a aggi­or­nar­la e for­nen­do però anc­he un pun­to di vis­ta in quel libro assen­te, il mio di cri­ti­co musi­ca­le. Così, oltre che una biogra­fia tout-court, dove viene rac­con­ta­ta una del­le più ful­gi­de car­ri­ere del nos­tro pano­ra­ma, cos­tel­la­ta di suc­ce­ssi, c’è una par­te in cui è la musi­ca a esse­re ana­li­zza­ta, fuori dai nume­ri, fat­to piut­tos­to inso­li­to, credo.

Dal piano­bar sul­la rivi­era romag­no­la alla conqu­is­ta del Golden Globe. Oggi Laura è ambas­ci­atri­ce dell’italianità nel mon­do. Oltre all’estensione voca­le stra­or­di­na­ria e all’innata empa­tia, quali sono le altre com­po­nen­ti del feno­me­no Laura Pausini?

- Credo, ques­to è quel che ho appun­to pro­va­to a rac­con­ta­re, che il suc­ce­sso di Laura Pausini sia mol­to appog­gi­ato sul suo esse­re al tem­po ste­sso una inter­pre­te dota­ta di una voca­lità impor­tan­te, capa­ce di emo­zi­ona­re un nume­ro mol­to alto di per­so­ne, e il suo esse­re al tem­po ste­sso nor­ma­le, media. Un tem­po da noi si usa­va un ter­mi­ne che però sin dal suo nas­ce­re ha avu­to con­no­ta­zi­oni nega­ti­ve, nazi­onal-popo­la­re. Provando a las­ci­are da par­te sno­bi­smi e spoc­c­hia, cre­do che Laura Pausini sia esat­ta­men­te ques­to, una artis­ta nazi­onal-popo­la­re, uni­ca nell’intercettare i gus­ti del­la massa e dar loro seguito.

Avrà avu­to modo di conos­ce­re da vici­no Laura e mol­ti dei per­so­nag­gi di cui ha scrit­to. In quale misu­ra secon­do lei la loro vita pri­va­ta ha influ­en­za­to la car­ri­era professionale?

- In real­tà, vis­to che svol­go il lavo­ro di cri­ti­co musi­ca­le da una ven­ti­cinqu­ina d’anni, conos­co mol­ti artis­ti, non dico tut­ti ma quasi, ma ten­do per mia natu­ra a non frequ­en­ta­re gli artis­ti di cui deci­do di scri­ve­re, per­c­hé voglio che i miei libri non siano agi­ogra­fie, “san­ti­ni”, ma rac­con­ti il più possi­bi­le ogget­ti­vi. Laura l’ho incro­ci­ata due vol­te, poco più, limi­tan­do i nos­tri con­tat­ti più che altro ai soci­al, come rac­con­to nel­la secon­da par­te del libro, quel­la nel­la quale do spa­zio alla cri­ti­ca musi­ca­le. Credo che dis­tin­gu­ere però artis­ta da per­so­na sia sport futi­le, per­c­hé è evi­den­te che gli artis­ti sono prin­ci­pal­men­te per­so­ne. Credo, però, che non sem­pre gli aspet­ti inti­mi siano altret­tan­to inte­re­ssan­ti del­le can­zo­ni, anc­he per ques­to, e non è un caso, le ope­re sono sem­pre des­ti­na­te a rima­ne­re più a lun­go dei loro inter­pre­ti o auto­ri, nel tempo.

Esiste una sor­ta di gus­to musi­ca­le “ogget­ti­vo” che san­cis­ce il suc­ce­sso musi­ca­le di un autore?

- Il dis­cor­so del gus­to per­so­na­le e ogget­ti­vo è com­ple­sso, e mate­ria del­la quale mi occu­po spe­sso come cri­ti­co. In real­tà, e ques­to è il pun­to spe­sso ogget­to di con­fu­si­one, più ambi­guo, il suc­ce­sso non è quasi mai lega­to al gus­to ogget­ti­vo, quan­do al gus­to per­so­na­le, sog­get­ti­vo. Nel sen­so che esis­to­no del­le ogget­ti­vità che quasi mai coin­ci­do­no coi gus­ti di un ampio nume­ro di per­so­ne, per­c­hé il gus­to va edu­ca­to, col­ti­va­to, men­tre spe­sso le can­zo­ni che ci piac­ci­ono e ci emo­zi­ona­no ci piac­ci­ono e ci emo­zi­ona­no per ques­ti­oni di super­fi­cie, per­c­hé le leg­hi­amo a un deter­mi­na­to momen­to, a un ricor­do, a una per­so­na, sen­za tene­re con­to del­le carat­te­ris­tic­he tec­nic­he, quel­le sì ogget­ti­ve. Questo è anc­he alla base del fat­to che spe­sso la cri­ti­ca, me com­pre­so, è poco “buona” con gli artis­ti di mag­gi­or suc­ce­sso, credo.

Nell’attuale pano­ra­ma musi­ca­le ita­li­ano quali can­tan­ti emer­gen­ti han­no le carat­te­ris­tic­he per conqu­is­ta­re un rico­nos­ci­men­to internazionale?

- Al momen­to in Italia non sti­amo viven­do un gran­de momen­to, dal pun­to di vis­ta di “rico­nos­ci­bi­lità inter­na­zi­ona­le”. Nonostante ci si sia sfor­za­ti negli anni di espor­ta­re il nos­tro pop, con la Pausini, appun­to, Eros Ramazzotti, Nek, Tiziano Ferro, anco­ra oggi fini­amo per venir iden­ti­fi­ca­ti con il Bel Canto e con un reper­to­rio che spe­sso è retag­gio del nos­tro passa­to, poco ascol­ta­to in Italia, alme­no da un pub­bli­co giova­ne, pen­so a Bocelli e Il Volo. Temo che non ci siano nomi spen­di­bi­li all’estero, se non sul fron­te del­le col­la­bo­ra­zi­oni det­ta­te dal mer­ca­to ste­sso, pen­so ai gran­di inves­ti­men­ti fat­ti sull’ultimo lavo­ro di Sfera Ebbasta. La spe­ran­za è che esca­no nuovi nomi capa­ci di supe­ra­re l’evidente osta­co­lo del can­ta­re in una lin­gua uti­li­zza­ta solo in patria, ma al momen­to non vedo gran­di possibilità.

Testo di Luisa SORBONE