La magia del Piccolo teatro romano, il musical “MOST” e il Labinski uzlet likovnosti di Albona

A colloquio con Gorka Ostojić Cvajner: L’importanza di investire in cultura di qualità

Testo di Luisa SORBONE

09.08.2023

Si è svol­ta alcu­ni gior­ni fa pre­sso la Galleria Cvajner la pre­sen­ta­zi­one alla stam­pa del musi­cal “MOST” che andrà in sce­na a Pola il 18 agos­to al Piccolo teatro roma­no recen­te­men­te ina­ugu­ra­to. A fare gli ono­ri di casa la sto­ri­ca d’ar­te Gorka Ostojić Cvajner, che dagli anni 70 a oggi con­ti­nua a dare il suo con­tri­bu­to pro­fe­ssi­ona­le per la reali­zza­zi­one dei più impor­tan­ti pro­get­ti cul­tu­ra­li a Pola e in Istria.

“MOST” al Piccolo teatro romano

“Ci sono diver­si moti­vi che mi han­no spin­ta ad esse­re par­te del pro­get­to “MOST” occu­pan­do­mi degli aspet­ti di comu­ni­ca­zi­one. Innanzi tut­to sono curi­osa per natu­ra, sem­pre inte­re­ssa­ta ad appog­gi­are nuovi pro­get­ti di qualità che si svol­go­no a Pola.

Inoltre sono fiera di occu­par­mi del­la pro­mo­zi­one di un even­to che si svol­gerà nel Piccolo teatro roma­no di Pola: cre­do che ques­to luogo meri­ti di esse­re valo­ri­zza­to e riten­go sia nece­ssa­rio indi­vi­du­are quan­to pri­ma un pro­gram­ma di even­ti da svol­ge­re all’in­ter­no di ques­to magi­co scenario.

Entrando nel meri­to del­lo spet­ta­co­lo che si farà il pro­ssi­mo 18 agos­to, ho mol­to appre­zza­to il livel­lo del­le per­so­ne coinvol­te, e mi rife­ris­co alla libret­tis­ta Slavica Lončarić-Đugum, a Emir Kulenović, che ne ha com­pos­to le music­he, al regis­ta Luka Mihovilović, ma anc­he a tut­ti gli auto­ri che pro­ven­go­no da varie par­ti del­la Croazia, dal­la Bosnia Erzegovina e dal­la Germania. Si trat­ta di un pro­get­to inter­na­zi­ona­le, ide­ato e reali­zza­to da pro­fe­ssi­onis­ti con espe­ri­en­za e cul­tu­ra, aspet­ti che garan­tis­co­no la bon­tà dei risultati.

C’è poi anc­he una ragi­one per­so­na­le che mi ha spin­ta a sup­por­ta­re i temi che “MOST” por­ta in sce­na ed è lega­to alla mia pro­ve­ni­en­za familiare.

I miei non­ni ave­va­no ori­gi­ni tren­ti­ne e così per un ver­so sono ita­li­ana, ma mio padre era pro­prio di Mostar. Questa memo­ria del­le ori­gi­ni e l’es­pe­ri­en­za del­la guer­ra mi han­no pro­va­ta pro­fon­da­men­te. Guerre vici­ne che non finis­co­no mai e che las­ci­ano scie di odio e di sof­fe­ren­za tra la gen­te. I pro­ta­go­nis­ti del­lo spet­ta­co­lo “MOST” sono due giova­ni inge­nui e inno­cen­ti, come Romeo e Giuletta. Si ama­no e per loro non esis­to­no fron­ti­ere e divi­si­oni, pro­prio come dovreb­be essere”.

L’estate culturale di Pola

Giunti ad agos­to, dan­do un’occhiata al calen­da­rio esti­vo degli even­ti già svol­ti e a quel­li che si svol­ge­ran­no entro il mese a Pola, possi­amo for­se già azzar­da­re un bilan­cio cir­ca la qualità e il nume­ro del­le atti­vità cul­tu­ra­li, in Istria e in par­ti­co­la­re a Pola.

“È impor­tan­te che ques­ta Estate cul­tu­ra­le a Pola sia sta­ta orga­ni­zza­ta dall’Ente turis­ti­co e dal­la Città di Pola. È fon­da­men­ta­le ave­re un calen­da­rio pre­ci­so, sape­re quan­do la pro­gram­ma­zi­one ini­zia e quan­do finis­ce. A Pola abbi­amo il pri­vi­le­gio di poter dis­por­re di tre sce­na­ri incre­di­bi­li: l’Arena, il Piccolo teatro roma­no e il Castello. Tre luog­hi uni­ci per il loro sig­ni­fi­ca­to artis­ti­co e cul­tu­ra­le. Il Pula film fes­ti­val, il fes­ti­val del cine­ma, ha la sua col­lo­ca­zi­one per­fet­ta in Arena. Purtroppo ques­t’an­no è man­ca­ta la sta­gi­one ope­ris­ti­ca, la cui orga­ni­zza­zi­one è mol­to cos­to­sa e com­ple­ssa e ric­hi­ede anni di pro­gram­ma­zi­one, anc­he solo per 4 o 5 spet­ta­co­li. Quando face­vo par­te del team orga­ni­zza­ti­vo chi­ama­va­mo in Arena artis­ti e musi­cis­ti dall’Ivan Zajc di Fiume, dal teatro di Osjek e da quel­lo di Zagabria, e ricor­do che era sem­pre mol­to impegnativo”.

Creare un’agenzia dedicata

Veniamo all’as­pet­to del­la con­di­vi­si­one cul­tu­ra­le. La pro­du­zi­one artis­ti­co-cul­tu­ra­le ita­li­ana con­tem­po­ra­nea, in ter­mi­ni di espre­ssi­one e spet­ta­co­lo, potreb­be esse­re meglio rap­pre­sen­ta­ta in Istria. L’Italia è ric­ca di pro­pos­te, nuove e tra­di­zi­ona­li, che for­se var­reb­be la pena di conos­ce­re meglio, anc­he in un’ottica di col­la­bo­ra­zi­one futura.

“Abbiamo la possi­bi­lità di col­le­gar­ci con tut­to il mon­do. Il mon­do artis­ti­co e cul­tu­ra­le ita­li­ano è vici­no a noi e dav­ve­ro mol­to ric­co di pro­pos­te. Abbiamo già in esse­re gemel­lag­gi e accor­di, ma ser­vo­no idee chi­are e per­so­ne di cul­tu­ra che ambis­ca­no a pro­gram­mi di alto livello.

La mia pro­pos­ta? Io for­me­rei un’a­gen­zia che rac­col­ga le pro­pos­te migli­ori e che si occu­pi del­la loro reali­zza­zi­one, che sap­pia dialo­ga­re con le isti­tu­zi­oni e usu­fru­ire dei finan­zi­amen­ti. Credo sia nece­ssa­rio tut­to ques­to se vogli­amo ambi­re ad una qualità più alta. L’Arena è per­fet­ta per le mani­fes­ta­zi­oni cul­tu­ra­li e per ospi­ta­re per­so­nag­gi di rili­evo. Nel pic­co­lo teatro vor­rei vede­re qual­co­sa di cla­ssi­co come l’Antigone, già reali­zza­to in altri luog­hi a Pola. Pola si meri­ta un teatro così e va valo­ri­zza­to. Se vogli­amo alza­re il livel­lo del nos­tro turi­smo, dob­bi­amo inves­ti­re nel­l’of­fer­ta cul­tu­ra­le: in pro­gram­mi di qualità e in per­so­ne pre­pa­ra­te ad affron­ta­re ques­ta sfida”.

Albona e la sua tradizione artistica

Gorka Ostojić Cvajner sta lavo­ran­do anc­he ad altri pro­get­ti, pri­mo fra tut­ti quel­lo che si svol­gerà ad Albona a par­ti­re da vener­dì 11 agos­to. Responsabile del­le atti­vità del Museo di Albona dal 1975 al 1980, da cinqu­an­t’an­ni nel con­si­glio del Mediteranski kipar­ski sim­po­zij, il Simposio Mediterraneo di scul­tu­ra diven­ta­to un po’ il sim­bo­lo di Albona, Gorka Ostojić Cvajner è mol­to lega­ta a ques­ta cit­tà. Anche per sto­ria personale.

“La fami­glia di mio mari­to pro­vi­ene Albona, lui quan­do è arri­va­to a scu­ola, in pri­ma cla­sse, non conos­ce­va nem­me­no una paro­la di cro­ato. Lavorare ad Albona è sem­pre per me come ritor­na­re un po’ al passa­to e pren­der­mi cura di cose dimen­ti­ca­te. É una cit­tà dav­ve­ro curi­osa, le mini­ere sono il suo DNA. Un tem­po i lavo­ra­to­ri pro­ve­ni­va­no da ogni par­te del mon­do e anda­va­no a com­por­re uno sce­na­rio mul­ti­et­ni­co direi uni­co in un con­tes­to abi­ta­ti­vo di pic­co­le dimen­si­oni. Non esis­te­va pra­ti­ca­men­te nien­te altro fino al momen­to in cui tan­ti giova­ni artis­ti fece­ro ritor­no a casa, arric­c­hi­ti dal­la for­ma­zi­one di anni di stu­dio in altre par­ti del­la Croazia e all’estero.

È gra­zie a Josip Diminić, gran­de inno­va­to­re e pro­mo­to­re, oltre che scul­to­re, laure­ato all’Accademia di Belle Arti a Zagabria e poi pro­fe­sso­re eme­ri­to all’Università di Fiume, che sono nati i Labinski atelieri.

Diminić con la sua men­te cre­ati­va è sta­to capa­ce di moti­va­re e met­te­re insi­eme tut­ti ques­ti artisti.

Nessuno si aspet­ta­va che una cit­tà di mina­to­ri pote­sse diven­ta­re una cit­tà in cui si face­va arte, anc­he di alto livel­lo. Per me è sta­to mol­to impor­tan­te lavo­ra­re con lui al Labinski ate­li­eri e al Mediteranski Kiparski Simpozij di Albona”.

 

La 26a edizione del Labinski uzlet likovnosti

Oggi Diminić non c’è più ma la sua impron­ta è sta­ta deter­mi­nan­te per la cul­tu­ra artis­ti­ca cro­ata, che oggi pren­de for­ma nel Labinski uzlet likov­nos­ti, il grup­po di scul­to­ri, diseg­na­to­ri pit­to­ri e desig­ner, for­ma­ti­si in Italia e in Croazia, le cui ope­re ven­go­no espos­te ogni anno in una mos­tra col­let­ti­va. Quest’anno il LUL è alla sua ven­ti­se­iesi­ma edi­zi­one e Gorka ne è la curatrice.

Albona con­ti­nua ad inves­ti­re nel­l’ar­te e ad oggi sono sta­te pub­bli­ca­te ben 13 mono­gra­fie dei suoi artis­ti. Ma vedi­amo quale sarà il moti­vo con­dut­to­re del­la mani­fes­ta­zi­one di quest’anno.

“Poichè ricor­ro­no i 400 anni dal­la cos­tru­zi­one del cam­pa­ni­le di Albona dedi­ca­to a San Giusto, pro­prio la figu­ra del san­to sarà il tema del­la mos­tra di ques­t’an­no. La chi­esa è anda­ta dis­trut­ta nel IV seco­lo e mai più ricos­tru­ita. È rimas­to un cam­pa­ni­le soli­ta­rio e impo­nen­te, sen­za chi­esa e sen­za piazza intor­no, a 340 metri sopra il livel­lo del mare. San Giusto, ricor­di­amo, è il patro­no di Albona, anc­he se si è per­sa negli anni la tra­di­zi­one dei fes­teg­gi­amen­ti. Ci col­le­ga ide­al­men­te a Trieste, la cui sto­ria è indi­sso­lu­bil­men­te lega­ta a quel­la di ques­to mar­ti­re cris­ti­ano, get­ta­to in mare inca­te­na­to nel­le acque vici­ne alla cit­tà. Saranno 21 gli auto­ri albo­ne­si a pre­sen­ta­re al pub­bli­co la loro per­so­na­le inter­pre­ta­zi­one del­la sto­ria di San Giusto. Il Labinski ate­li­eri di Josip Diminić con­ti­nua a vivere”.