La magia del Piccolo teatro romano, il musical “MOST” e il Labinski uzlet likovnosti di Albona
A colloquio con Gorka Ostojić Cvajner: L’importanza di investire in cultura di qualità
Testo di Luisa SORBONE
Si è svolta alcuni giorni fa presso la Galleria Cvajner la presentazione alla stampa del musical “MOST” che andrà in scena a Pola il 18 agosto al Piccolo teatro romano recentemente inaugurato. A fare gli onori di casa la storica d’arte Gorka Ostojić Cvajner, che dagli anni 70 a oggi continua a dare il suo contributo professionale per la realizzazione dei più importanti progetti culturali a Pola e in Istria.
“MOST” al Piccolo teatro romano
“Ci sono diversi motivi che mi hanno spinta ad essere parte del progetto “MOST” occupandomi degli aspetti di comunicazione. Innanzi tutto sono curiosa per natura, sempre interessata ad appoggiare nuovi progetti di qualità che si svolgono a Pola.
Inoltre sono fiera di occuparmi della promozione di un evento che si svolgerà nel Piccolo teatro romano di Pola: credo che questo luogo meriti di essere valorizzato e ritengo sia necessario individuare quanto prima un programma di eventi da svolgere all’interno di questo magico scenario.
Entrando nel merito dello spettacolo che si farà il prossimo 18 agosto, ho molto apprezzato il livello delle persone coinvolte, e mi riferisco alla librettista Slavica Lončarić-Đugum, a Emir Kulenović, che ne ha composto le musiche, al regista Luka Mihovilović, ma anche a tutti gli autori che provengono da varie parti della Croazia, dalla Bosnia Erzegovina e dalla Germania. Si tratta di un progetto internazionale, ideato e realizzato da professionisti con esperienza e cultura, aspetti che garantiscono la bontà dei risultati.
C’è poi anche una ragione personale che mi ha spinta a supportare i temi che “MOST” porta in scena ed è legato alla mia provenienza familiare.
I miei nonni avevano origini trentine e così per un verso sono italiana, ma mio padre era proprio di Mostar. Questa memoria delle origini e l’esperienza della guerra mi hanno provata profondamente. Guerre vicine che non finiscono mai e che lasciano scie di odio e di sofferenza tra la gente. I protagonisti dello spettacolo “MOST” sono due giovani ingenui e innocenti, come Romeo e Giuletta. Si amano e per loro non esistono frontiere e divisioni, proprio come dovrebbe essere”.
L’estate culturale di Pola
Giunti ad agosto, dando un’occhiata al calendario estivo degli eventi già svolti e a quelli che si svolgeranno entro il mese a Pola, possiamo forse già azzardare un bilancio circa la qualità e il numero delle attività culturali, in Istria e in particolare a Pola.
“È importante che questa Estate culturale a Pola sia stata organizzata dall’Ente turistico e dalla Città di Pola. È fondamentale avere un calendario preciso, sapere quando la programmazione inizia e quando finisce. A Pola abbiamo il privilegio di poter disporre di tre scenari incredibili: l’Arena, il Piccolo teatro romano e il Castello. Tre luoghi unici per il loro significato artistico e culturale. Il Pula film festival, il festival del cinema, ha la sua collocazione perfetta in Arena. Purtroppo quest’anno è mancata la stagione operistica, la cui organizzazione è molto costosa e complessa e richiede anni di programmazione, anche solo per 4 o 5 spettacoli. Quando facevo parte del team organizzativo chiamavamo in Arena artisti e musicisti dall’Ivan Zajc di Fiume, dal teatro di Osjek e da quello di Zagabria, e ricordo che era sempre molto impegnativo”.
Creare un’agenzia dedicata
Veniamo all’aspetto della condivisione culturale. La produzione artistico-culturale italiana contemporanea, in termini di espressione e spettacolo, potrebbe essere meglio rappresentata in Istria. L’Italia è ricca di proposte, nuove e tradizionali, che forse varrebbe la pena di conoscere meglio, anche in un’ottica di collaborazione futura.
“Abbiamo la possibilità di collegarci con tutto il mondo. Il mondo artistico e culturale italiano è vicino a noi e davvero molto ricco di proposte. Abbiamo già in essere gemellaggi e accordi, ma servono idee chiare e persone di cultura che ambiscano a programmi di alto livello.
La mia proposta? Io formerei un’agenzia che raccolga le proposte migliori e che si occupi della loro realizzazione, che sappia dialogare con le istituzioni e usufruire dei finanziamenti. Credo sia necessario tutto questo se vogliamo ambire ad una qualità più alta. L’Arena è perfetta per le manifestazioni culturali e per ospitare personaggi di rilievo. Nel piccolo teatro vorrei vedere qualcosa di classico come l’Antigone, già realizzato in altri luoghi a Pola. Pola si merita un teatro così e va valorizzato. Se vogliamo alzare il livello del nostro turismo, dobbiamo investire nell’offerta culturale: in programmi di qualità e in persone preparate ad affrontare questa sfida”.
Albona e la sua tradizione artistica
Gorka Ostojić Cvajner sta lavorando anche ad altri progetti, primo fra tutti quello che si svolgerà ad Albona a partire da venerdì 11 agosto. Responsabile delle attività del Museo di Albona dal 1975 al 1980, da cinquant’anni nel consiglio del Mediteranski kiparski simpozij, il Simposio Mediterraneo di scultura diventato un po’ il simbolo di Albona, Gorka Ostojić Cvajner è molto legata a questa città. Anche per storia personale.
“La famiglia di mio marito proviene Albona, lui quando è arrivato a scuola, in prima classe, non conosceva nemmeno una parola di croato. Lavorare ad Albona è sempre per me come ritornare un po’ al passato e prendermi cura di cose dimenticate. É una città davvero curiosa, le miniere sono il suo DNA. Un tempo i lavoratori provenivano da ogni parte del mondo e andavano a comporre uno scenario multietnico direi unico in un contesto abitativo di piccole dimensioni. Non esisteva praticamente niente altro fino al momento in cui tanti giovani artisti fecero ritorno a casa, arricchiti dalla formazione di anni di studio in altre parti della Croazia e all’estero.
È grazie a Josip Diminić, grande innovatore e promotore, oltre che scultore, laureato all’Accademia di Belle Arti a Zagabria e poi professore emerito all’Università di Fiume, che sono nati i Labinski atelieri.
Diminić con la sua mente creativa è stato capace di motivare e mettere insieme tutti questi artisti.
Nessuno si aspettava che una città di minatori potesse diventare una città in cui si faceva arte, anche di alto livello. Per me è stato molto importante lavorare con lui al Labinski atelieri e al Mediteranski Kiparski Simpozij di Albona”.
La 26a edizione del Labinski uzlet likovnosti
Oggi Diminić non c’è più ma la sua impronta è stata determinante per la cultura artistica croata, che oggi prende forma nel Labinski uzlet likovnosti, il gruppo di scultori, disegnatori pittori e designer, formatisi in Italia e in Croazia, le cui opere vengono esposte ogni anno in una mostra collettiva. Quest’anno il LUL è alla sua ventiseiesima edizione e Gorka ne è la curatrice.
Albona continua ad investire nell’arte e ad oggi sono state pubblicate ben 13 monografie dei suoi artisti. Ma vediamo quale sarà il motivo conduttore della manifestazione di quest’anno.
“Poichè ricorrono i 400 anni dalla costruzione del campanile di Albona dedicato a San Giusto, proprio la figura del santo sarà il tema della mostra di quest’anno. La chiesa è andata distrutta nel IV secolo e mai più ricostruita. È rimasto un campanile solitario e imponente, senza chiesa e senza piazza intorno, a 340 metri sopra il livello del mare. San Giusto, ricordiamo, è il patrono di Albona, anche se si è persa negli anni la tradizione dei festeggiamenti. Ci collega idealmente a Trieste, la cui storia è indissolubilmente legata a quella di questo martire cristiano, gettato in mare incatenato nelle acque vicine alla città. Saranno 21 gli autori albonesi a presentare al pubblico la loro personale interpretazione della storia di San Giusto. Il Labinski atelieri di Josip Diminić continua a vivere”.





