Chiese istriane abbandonate: la mostra di Alessandra D’Agnolo a Banjole 

23.10.2023

“Imanencije/Immanenze”

• Testo e fotografie di Luisa SORBONE

• Una nuova mos­tra orga­ni­zza­ta da Udruga Arsanova alla “Galleria ZGC- Zavičajna Galerija Josip Crnobori” di Banjole. Ha per tito­lo “Imanencije/Immanenze” ed è sta­ta ina­ugu­ra­ta vener­dì 20 otto­bre alla pre­sen­za del­l’ar­tis­ta, la pit­tri­ce vene­zi­ana Alessandra D’Agnolo, del­l’a­sse­sso­re alla Comunità di Medolino, Suzana Štern, e del­la cura­tri­ce Kristina Tamara Kučiš Franić.

L’immanenza è quel­la del­le chi­ese abban­do­na­te intor­no a Dignano – Santa Fosca, Santa Margherita e San Michele ¬  che Alessandra D’Agnolo ha inter­pre­ta­to e rap­pre­sen­ta­to uti­li­zzan­do pig­men­ti natu­ra­li, fusag­gi­ne e mate­ri­ali pit­to­ri­ci e grafici.[/lang_it]

“Architetture appa­ren­te­men­te tra­las­ci­ate ¬ le ha defi­ni­te la sto­ri­ca del­l’ar­te Maria Giovanna Vielli ¬ silen­zi­ose, iso­la­te (…). Una serie di Chiese cris­ti­ane di fon­da­zi­one medi­oeva­le nel­la cam­pag­na rupes­tre dell’Istria, ter­ra di vian­dan­ti, uma­nità di passag­gio ma anc­he stan­zi­ale, che Alessandra D’Agnolo ritro­va attra­ver­so la memo­ria del­la strut­tu­ra anco­ra in piedi (…) ad indi­ca­re un sim­bo­lo che per­sis­te nel flu­ire del­le vicen­de umane”.

Una nar­ra­zi­one del paesag­gio sacro istri­ano che met­te in luce la sem­pli­cità degli edi­fi­ci e la bel­le­zza del­la pietra dell’Istria meridionale.

“Sono ope­re che ho reali­zza­to in Istria ¬ rac­con­ta l’ar­tis­ta – in un ango­lo rica­va­to nel­lo spa­zio di un fieni­le a Dignano, dopo aver­le foto­gra­fa­te. Sono soli­ta, negli ulti­mi tem­pi, lavo­ra­re su una base foto­gra­fi­ca che svi­lup­po in came­ra oscu­ra nel mio stu­dio di Venezia. Questi luog­hi che ho visi­ta­to e che ho scel­to di ritrar­re mi han­no dato emo­zi­oni mol­to for­ti, evo­can­do in me l’i­dea di quel tem­po paral­le­lo che sen­to pro­fon­da­men­te reale. In ques­ta espo­si­zi­one ho abbi­na­to i quadri che ritrag­go­no  le chi­ese a lito­gra­fie su car­ta che raf­fi­gu­ra­no dei cor­pi intrap­po­la­ti, pro­prio per raf­for­za­re ques­to concetto”.

La for­ma­zi­one di Alessandra D’Agnolo è acca­de­mi­ca; ha stu­di­ato all’ac­ca­de­mia di Belle Arti a Venezia per poi appa­ssi­onar­si alle tec­nic­he inci­so­rie, per­fe­zi­ona­te con un mas­ter a Londra.

”Ho avu­to così l’op­por­tu­nità di impa­ra­re a uti­li­zza­re  mate­ri­ali a me pri­ma sco­nos­ci­uti che ora com­bi­no con la pit­tu­ra, come l’a­ci­do nitri­co, la colo­fo­nia o la gom­ma lac­ca, usa­te gene­ral­men­te per la lito­gra­fia e la cal­co­gra­fia. Mi con­si­de­ro più una pit­tri­ce che una lito­gra­fa, for­se dal­la lito­gra­fia ho medi­ato la pre­ci­si­one, ma amo che i miei pezzi siano unici.

Nelle tele espos­te, sul­la base pit­to­ri­ca ho uti­li­zza­to anc­he del­la ter­ra rossa istri­ana, del­la pol­ve­re di mat­to­ne e poi del­la foglia d’o­ro, bat­tu­ta a mano, che ave­vo acqu­is­ta­to dal­l’ul­ti­mo bat­ti­lo­ro vene­zi­ano. So che in Istria ci sono mol­te chi­ese, oltre una sessan­ti­na, e il mio pro­get­to è quel­lo di visi­tar­le tut­te per poi rac­co­gli­ere i miei lavo­ri in una gran­de mostra”.

É possi­bi­le visi­ta­re “Imanencije/Immanenze” fino al 1 novem­bre, dal­le ore 17 alle ore 19, esclu­si i gior­ni fes­ti­vi e i fine set­ti­ma­na. Sabato 28 otto­bre dal­le 11 alle 13.

Si trat­ta del penul­ti­mo avve­ni­men­to piani­fi­ca­to per l’an­no in cor­so pre­sso la Galleria di Banjole. Il pro­ssi­mo si svol­gerà a metà novem­bre e sarà cor­re­da­to di wor­k­shop pra­ti­ci con Danijela Simović, artis­ta di Belgrado che oggi vive a Vincural/Vinkuran.

Alessandra D’Agnolo è nata il 6 gen­na­io 1971 a Venezia, dove attu­al­men­te risi­ede. Dopo la laurea in pit­tu­ra all’Accademia di Belle Arti di Venezia ha frequ­en­ta­to un Master alla “Slade School di Londra” con spe­ci­ali­zza­zi­one in tec­nic­he inci­so­rie. Ha tenu­to mol­te per­so­na­li, in Italia – a Venezia, Pordenone, Treviso, Udine, Bari, Stresa – e all’es­te­ro – in Austria, Svizzera e Portogallo, dove ha anc­he insegnato.