“Dio esiste, il suo nome è Petrunija”: la“crociata”di una giovane donna contro il patriarcato macedone

Presentato alla 66a edizione del Festival del Cinema a Pola, il film è in distribuzione in 40 paesi.

Una storia vera.

• Ogni anno in occasione dell’Epifania, le comunità ortodosse dell’Europa dell’est, tra cui Bulgaria, Russia, Romania, Serbia e Macedonia, organizzano la cerimonia del lancio delle croci in acqua. Centinaia di uomini si gettano nelle acque gelide dei fiumi per recuperare la croce in legno gettata dal capo della locale comunità religiosa e, questo dice la tradizione,  chi per primo l’afferra avrà un anno prospero e felice. Regola principale: le donne non sono autorizzate a parteciparvi. O meglio, fino al 2012 è stato così. Ma quell’anno accade qualcosa di diverso. In un piccolo villaggio della Macedonia, una donna trentenne partecipa alla gara, si getta nel fiume e riaffiora in superficie vittoriosa con in mano la croce. La vicenda genera sbigottimento generale nella popolazione e molta rabbia tra gli uomini della comunità. Il fatto, realmente accaduto nella città di Stipe, ha ispirato le sorelle Mitevska – Teona, regista del film, e Labina, attrice – a scrivere e produrre “Dio esiste, il suo nome è Petrunija”.

Alle proiezioni del film nel corso del 66° Festival del Cinema, era presente Labina, che nella storia riveste il ruolo di giornalista televisiva.

“Le reazioni derivanti dall’aver infranto quella regola sancita dalla tradizione – afferma Labina – altro non erano che una naturale conseguenza del conformismo sociale e della misoginia delle norme patriarcali a cui la nostra società è ancorata. Era veramente troppo ridicolo e frustrante per noi donne restare in silenzio. Da questa frustrazione è nato il film che ha come protagonista Petrunija”

Una resa dei conti tra arcaismo e modernità. Petrunija è un concentrato di caratteristiche antitetiche al prototipo della donna ideale in una società rurale e tradizionalista come quella in cui è costretta a vivere: è’ disoccupata (una laurea in Storia non le è certo di aiuto), ha già più di 30 anni, non è sposata e, come se non bastasse, è anche in sovrappeso. Ma Petrunija è stanca di quella triste esistenza, senza lavoro e senza prospettive. Meglio aggrapparsi a quella croce che soccombere sotto il peso delle umiliazioni, meglio cercare di dare un nuovo senso alla vita, lottare e resistere, per esprimersi ed esistere come persona e, soprattutto, come donna.

Il suo gesto, considerato pressoché da tutti folle, diventa così una sorta di denuncia e di istintiva ribellione contro l’ottusità di una visione patriarcale della società, contro le espressioni di falsa morale religiosa e contro una tradizione ciecamente conformista che contribuisce ad annientare lo spirito di libertà e di vita.

La solidarietà femminile. L’unica figura femminile che nel film le dimostra solidarietà è quella di Slavica, donna indipendente e coraggiosa, giornalista di una rete televisiva della capitale Skopje che cerca di fare luce sulla vicenda. Il ruolo è interpretato da Labina Mitevska.

“In una società come quella balcanica – ci dice – è molto difficile per una donna combattere da sola, dobbiamo essere unite contro gli stereotipi che permangono nella società. Quando, vent’anni fa, mia sorella ed io mettemmo in piedi la nostra società di produzione, eravamo le prime donne nel nostro paese a cimentarci in questo lavoro, a produrre film e farne anche la regia: abbiamo dovuto discutere e combattere non poco per dimostrare di essere in grado di farlo ed è stato maledettamente difficile. Purtroppo ancora oggi mi ritrovo a dire che noi donne dal momento in cui nasciamo siamo destinate a combattere per i nostri diritti e che essere femministe non è una scelta per una donna.”

Ogni donna, in qualche momento della vita, si è trovata a pensare : Io sono Petrunija. “Fortunatamente anche la Macedonia sta diventando un paese più aperto e non tutte le donne sono come quelle rappresentate nel film, soprattutto quelle più giovani viaggiano e si confrontano con il resto del mondo. Ma nei piccoli villaggi la condizione femminile è purtroppo ancora segnata dall’arretratezza, basti pensare che una donna a 33 anni, l’età della protagonista, è considerata già vecchia per avere una famiglia. Le cose stanno cambiando ma ci vuole tempo.”

Il successo. “Essere qui a parlare del nostro film – ha poi aggiunto Labina – mi rende particolarmente felice, perché il Festival del Cinema che si svolge a Pola per me ha sempre rappresentato, anche ai tempi della ex-Jugoslavia, qualcosa di speciale. Questa è la nostra quinta produzione, siamo una piccola realtà e tutto ciò che facciamo è soprattutto per passione. Erano in molti a prospettarci uno scenario difficile per la distribuzione di questo film. Invece è successo qualcosa di veramente fantastico”

“Dio esiste, il suo nome è Petrunija” ha avuto un grande successo di pubblico e di critica in Macedonia e al Festival Internazionale 2019 di Berlino si è aggiudicato il Guild Film Prize e il Prize of the Ecumenical Jury per il cinema indipendente. E’in distribuzione in una quarantina di paesi e in autunno potremo vederlo anche nelle sale cinematografiche.

Testo e fotografie Luisa SORBONE

Leave a Reply


9 − = 8

KULTURISTRA – Webpage of the Department of Culture of the Region of Istria


Kulturistra.hr is a website project that was startedby the Region of Istria and Metamedij Association with the goal to develop the cultural information services in the Region of Istria.
The project wants to offer information about recent events, as well as give access to different data bases, which will contain information about all the people involved in the Istrian cultural scene, cultural events, international contests, and potential international partners. This project aims to improve the communication on the vertical and horizontal level, which means between cultural institutions of the Region of Istria, between institutions and artists, and between the cultural institutions, artists, and the public.

CONTACT US

captcha

Copyright © kulturistra.hr 2019 | Impressum