I 25 anni di carriera di Samanta Stell e i concerti di Natale

Online dal 20 al 22 dicembre alle 16

Dal vivo al Teatro di Pola il 22 dicembre alle 20

• Da 25 anni Samanta Stell fa parte dell’Orchestra di Fiati di Pola, dove suona flauto e ottavino. Per lei come per tutti i musicisti istriani, dicembre è sempre stato un mese particolarmente intenso. Eventi, prove, concorsi degli allievi, inclusi quelli di musica da camera per i più piccoli.

“Quest’anno – ci dice – vedo molti addobbi ovunque, in città e nelle case, tutti cercano di trovare un po’ di energia in questo modo. Ma la musica manca, soprattutto in questo periodo in cui sentiamo ancora di più il bisogno di stare vicini, il bello della musica è che riesce a tenere insieme generazioni diverse. Per ovviare, almeno in parte, a questa mancanza è stato ideato un festival di musica classica, “Pulaccord”, che si potrà seguire da casa”.

I concerti per il Natale

“Pulaccord” andrà online dal 20 al 22 dicembre con 3 concerti, ogni giorno dalle 16 alle 17. Samanta Stell sarà accompagnata al pianoforte da Sandro Vešligaj e da Nenad Mirt al contrabasso, in un repertorio di pezzi classici e jazz, Beethoven, Bolling, Mouquet. Il 22 dicembre alle ore 20, situazione permettendo, al Teatro di Pola si terrà il tradizionale concerto annuale della HDGU, l’associazione croata musicisti. Circa 200 i posti a sedere, considerando il distanziamento, e a tutti sarà richiesto di indossare la mascherina. I musicisti, per rispettare le misure in vigore, si esibiranno in duetto o come solisti e la serata sarà interamente dedicata a Beethoven, di cui ricorre quest’anno l’anniversario dei 250 anni dalla nascita.

L’atmosfera che non c’è

“Da 20 anni insegno alla Scuola d’Arte di Parenzo, lì abbiamo una bellissima sala concerti e per San Nicolò e per Natale organizzavamo saggi con i genitori e con i nonni. Si mangiavano le classiche “fritule”, ci scambiavamo regalini e auguri. In preparazione ai concerti facevamo le prove due volte a settimana con l’orchestra di fiati. Tra gli appuntamenti più attesi c’era il gala natalizio al teatro cittadino, dove ci esibivamo davanti a una platea di 600 spettatori, con repertorio classico, valzer e polke di Strauss, e naturalmente la Marcia di Radetzky. Avevo in programma per quest’anno un pezzo da solista con accompagnamento di tutta l’orchestra, pazienza… E poi c’erano le serate funky-groove con MusiCity, i concerti in istroveneto con Musicittà – nel dicembre dello scorso anno abbiamo anche vinto un secondo premio al Festival della canzone triestina – insomma, tanta musica dal vivo.”

25 anni di carriera

Proprio quest’anno Samanta festeggia i suoi 25 anni di attività. Ritornata in Croazia dopo gli studi al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia, Samanta ha cominciato ad esibirsi in concerto e a insegnare musica nelle scuole.

“Fin da piccola sentivo un grande attrazione per tutto quello che era musica e i miei genitori decisero di iscrivermi alla scuola di musica quando avevo 5 anni. Ho un flashback di un episodio della prima infanzia, forse avevo 2 o 3 anni. Sul balcone di casa, mi dondolavo con la schiena sulle piastrelle e i piedi in aria, quando ho sentito alla radio l’Adagio di Albinoni. Ricordo che mi sono sentita quasi male perché l’emozione era troppo forte, mi sono messa a piangere e ho pregato mia mamma di spegnere la radio. Da quel momento anche in famiglia capirono che avevo un rapporto particolare con il mondo dei suoni”.

La scelta del flauto

“In realtà il flauto non è stata la mia prima scelta, avrei voluto suonare l’arpa, forse perché l’associavo a un mondo antico e fiabesco, ma a Pola non c’erano arpe e neppure maestri per questo strumento. Alla prima audizione, la commissione mi suggerì di scegliere il violino oppure la fisarmonica. Devo dire che avevo già le idee chiare: il suono del violino mi sembrava troppo stridente e la fisarmonica era davvero troppo pesante per i miei 15 chili dell’epoca. Così ho deciso da sola e ho scelto il flauto”.

La scelta professionale

“Quando i miei genitori hanno potuto comprarmi uno strumento di qualità e ho avuto modo di partecipare al mio primo concorso, ho iniziato a pensare seriamente che avrei potuto studiare flauto. Avevo 15 anni. Fino a quel momento gli interessi erano tanti, volevo fare la dottoressa, la biologa e non so cos’altro ancora. Un ruolo importante ha avuto la mia professoressa Regina Nožica, artefice di quella mia prima esibizione a “Istria Nobilissima”, dove mi sono anche aggiudicata un premio. Con lei sono rimasta in contatto anche dopo aver terminato gli studi e mi è stata sempre di grande supporto”.

Dalla musica classica al repertorio evergreen e jazz

“Ho suonato jazz nella Big Band di Pola per alcuni anni. Lì ho lavorato con bravissimi musicisti e con il grande fisarmonicista, pianista, compositore ed arrangiatore, Davor Lorković. Lui e Željko Riker hanno fondato la sezione Big Band dell’Orchestra di Fiati di Pola nel 1997”.

Da quell’esperienza è poi nato il Quintetto Frelimo – flauto, tromba, chitarra, contrabasso e batteria. Il repertorio era di jazz standard anni ‘50 e ’60 – Frank Sinatra, Etta James, Ella Fitzgerald, Miles Davis – e ci esibivamo spesso durante l’estate all’Isola di Brioni. Negli ultimi anni con il Quartetto Evergreen – due flauti, pianoforte, violoncello, basso e batteria – suoniamo pezzi che hanno scritto la storia della musica internazionale”.

Musicittà

Nel 2013 nasce Musicittà e il repertorio diventa quello della canzone d’autore in istroveneto. “Non si è trattato soltanto di una scelta artistica, ma di un progetto più complesso che ha le sue radici nel plurilinguismo, nella multiculturalità dell’Istria, con un occhio di riguardo all’area culturale italiana che nei secoli ha contribuito a plasmare in modo indelebile l’identità storica della penisola. Il dialetto è diventato un elemento importante di una produzione musicale di qualità elevata, attuale e moderna”

La modernità

“La nostra intenzione è stata quella di associare questa lingua ad un’espressione musicale di stampo e di gusto contemporaneo, lontana dal solito binomio dialetto – canzoni popolari. Questo anche per avvicinare alla musica con testi in dialetto anche le generazioni più giovani. Proprio l’anno scorso con abbiamo fatto una bellissima serata il 28 di dicembre alla Comunità degli Italiani di Pola per presentare il nostro secondo cd “Xe ora de cambiar”. Ma devo dire che i riscontri più positivi li abbiamo avuti al di fuori della Croazia, soprattutto a Isola e a Capodistria”.

Flauto-fisarmonica, un’accoppiata insolita

Il duo Samanta Stell-Anamarija Lovrečić si è aggiudicato due riconoscimenti a livello internazionale negli ultimi due anni. “Anamarija ed io siamo colleghe di scuola a Parenzo, è partita da lì l’idea di fare questo duo così particolare. Il repertorio musicale non è molto vasto, perché la fisarmonica è uno strumento giovane. L’originalità nasce dagli arrangiamenti e adattamenti dei pezzi, anche per valorizzare le grandi possibilità che offre la fisarmonica. L’anno scorso abbiamo ottenuto il primo premio al Concorso internazionale di fisarmonica nella categoria di musica da camera e due settimane fa il decimo posto al settantesimo Trofeo mondiale di fisarmonica, che si è svolto online, anzichè in Cina come previsto. È piaciuta molto al pubblico la nostra esibizione in occasione della giornata di Santa Cecilia, protettrice dei musicisti, il 22 novembre scorso. È stata trasmessa online al Museo di Arte Contemporanea nella cornice della mostra “Veruda Boogie-Woogie” di Robert Pauletta”.

Testo di Luisa SORBONE

Fotografie dall’archivio di Samanta Stell

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