27. PUF: Zoran Petrušić la sua poetica artistica e il suo amore per l’Istria

“Nothing to say” (to say everything)

Testo e fotografie di Luisa SORBONE

In arte è difficile dire qualcosa che sia altrettanto buono del non dire niente.

Ludwig Wittgenstein

“Nothing to say” è il titolo della personale di Zoran Petrušić inaugurata giovedì 16 settembre alla Galleria Cvajner di Pola. Quindici disegni a china colorata su carta e un dipinto su tela. Iperrealismo, abilità segnica, essenzialità. Sono queste le caratteristiche stilistiche più evidenti dei lavori esposti.

“Più gli anni passano – commenta – e sempre meno amo usare troppe parole, soprattutto non mi piace parlare di arte con gli artisti. I miei disegni e la mia arte sono i miei interlocutori”. Zoran Petrušić, nativo di Podgorizza, è un artista pluripremiato in Montenegro e all’estero. Premio al Salone d’arte di Podgorica nel 1988 e nel 2004, Premio per il miglior lavoro nella mostra “Bay of visual artists” 2014. In Italia Premio “Caravaggio” all’Art Expo Rome 2017, speciale riconoscimento a Milano nel 2017, premio “Tiziano” a Venezia e premio “Art Expo Venezia” nel 2018.

Dall’olio al disegno

“Nel 1994, dopo la laurea presso la Facoltà di Belle arti di Cetinje, ho iniziato a dipingere su tela, astrazioni geometriche e figurativo iperrealista, ma dopo alcuni anni ho sentito il bisogno di prendere in esame altre tecniche. Soprattutto quella del disegno, non come bozza o schizzo che precede la realizzazione del quadro ma come progetto finale. Oggi la mia ricerca espressiva è questa e mi appaga profondamente.”

La poetica artistica

“Quando inizio un nuovo disegno o un dipinto ha inizio anche la mia ricerca. Rivedo foto che ho scattato, osservo gli oggetti e da lì, a poco a poco, prendono forma le pulsioni che voglio esprimere. Esplosioni, pace, implosione. La mia arte non può essere definita piacevole o bella, no, è molto dura. L’arte per me deve essere graffiante per esprimere la verità, voglio provocare chi guarda i miei disegni. Spesso le persone mentono a sè stesse, non vogliono vedere la realtà e io le invito a farlo. I contrasti come il pieno e il vuoto, la presenza e l’assenza fanno parte della vita. Non c’è ragione di negarlo, perché non c’è luce senza buio e non ha senso averne paura”

La simbologia dei contrasti

Il buio e il vuoto, la luce di una lampada. L’allegoria di un’altalena, l’equilibrio da trovare. Disegni o dipinti sono il risultato del processo di ricerca espressiva di questa provocazione.

“In tutto ciò che ho fatto ho messo tutto me stesso. Ma c’è un disegno particolare, “Speechless, the last temptation”, che è collegato ad un momento particolarmente difficile della mia vita e quando lo rivedo provo una forte emozione. Ho riprodotto il vuoto, l’assenza ma anche la luce, perché ho affrontato tutto con fiducia.

Le sedie o le poltrone vuote? Vorrei che tutti usassimo la nostra mente per fare qualcosa, qualunque cosa di artistico, abbandonando le comode poltrone della pigrizia mentale. Recentemente ho tenuto corsi d’arte in istituti per anziani, molti di loro erano disabili o in cattive condizioni di salute, passavano la giornata seduti su una sedia in attesa di qualcosa o di qualcuno. Li ho stimolati ad usare la loro energia per creare, dipingendo o suonando. Addestriamoci a usare la nostra mente, per noi e per gli altri.”

L’amore per l’Istria

Zoran Petrušić è alla sua terza mostra in Istria. Quattro anni fa il suo primo incontro con Pola, alla Galleria Cvajner, e tre anni fa una personale a Dignano alla Galleria El Magazein di Germano Fioranti. “Ho un legame molto profondo e intimo con l’Istria, qui mi sento sempre ben accolto. Penso che le persone che ci vivono siano in un certo senso speciali e non trovo affatto strano che la definiscano terra magica. Questa terra non è solo è bella, ha un’energia particolare. Per questo ho accettato molto volentieri l’invito di Gorka Ostojić e di Branko Sušac ed è stata una grande opportunità essere parte, anche solo una piccola parte, del Festival Internazionale del Teatro”.

I disegni di Zoran Petrušić saranno esposti alla Galleria Cvajner fino a metà ottobre. La sua prossima mostra sarà a Budapest in novembre, ma probabilmente lo rivedremo a Pola la prossima primavera con nuovi lavori.

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