Goran Vojnović u porečkoj Gradskoj knjižnici||GORAN VOJNOVIĆ NELLA BIBLIOTECA CIVICA DI PARENZO
[lang_hr]Gradska knjižnica u Poreču, u sklopu ovogodišnje BOOKtige, ugošćuje slovenskog pisca, kolumnista, pjesnika, scenarista i filmskog redatelja- Gorana Vojnovića. Pitanja namijenjena književniku mogu se ubaciti u kutiju “Pitajte književnike” u prostoriji knjižnice. Susret će se održati u petak, 25. travnja u 19 sati. [/lang_hr]
[lang_hr]Goran Vojnović dobio je odlične kritike za svoj prvi roman “Čefuri raus!” iz 2008. godine, koji je u Sloveniji privukao pozornost čitatelja, kritičara i policije. 2009. osvojio je nagradu Prešernove zaklade i nagradu Kresnik te doživio i vrlo uspješnu kazališnu adaptaciju te snimio i istoimeni igrani film. Krajem 2011. izašao je Vojnovićev drugi roman „Jugoslavija, moja domovina“ kojega će predstaviti na ovogodišnoj BOOKtigi. Osim ovih romana, napisao je knjigu kolumni „Kada Džimi Ču sretne Fidela Kastra“.[/lang_hr]
[lang_it]Nell’ambito del programma del festival internazionale riservato al libro usato BOOKtiga, la Biblioteca Civica di Parenzo ospita lo scrittore, poeta, scenarista e regista cinematografico sloveno Goran Vojnović. Le domande rivolte all’autore si possono inserire nella scatola “Pitajte književnike” (“Chiedete agli autori”) che si trova nella biblioteca. L’incontro si terrà venerdì, 25 aprile alle ore 19.
Nel 2008, Goran Vojnović impressiona la scena culturale slovena con il suo primo romanzo divertente, ma anche durissimo „Čefurji raus!“ (Terroni fuori!), attirando l’attenzione del pubblico, dei critici ma anche della polizia, risentita per i commenti che nel libro le rivolge il protagonista. Nel 2009 riceve il premio letterario Kresnik ed il premio della Fondazione Prešern. In base al best-seller viene creato l’omonimo film cinematografico e l’opera teatrale.
Nel 2011 scrive il romanzo “Jugoslavia, moja domovina” che presenterà dell’ambito del festival BOOKtiga. Pure per questo libro riceve il premi letterario Kresnik, per il migliore romanzo pubblicato in Slovenia nel 2012. “Jugoslavia, il mio Paese”, un titolo che prende spunto da un popolare slogan turistico alla vigilia del crollo della Jugoslavia, ripreso più tardi con idiliaco fulgore della Slovenia ormai indipendente. Un’anticipazione involontaria di quanto sarebbe avvenuto con i processi di democratizzazione e quindi di definitivo distacco della federazione da parte della Slovenia. C’era in Slovenia e si mantiene tutt’oggi, ma alla fine degli anni Ottanta il nazionalismo assunse dimensioni tragiche soprattutto in Croazia, Serbia e Bosnia ed Ercegovina. Il tema portante del romanzo è il desiderio di rapportarsi con il passato, ma non con un aspetto nostalgico ma di un confronto che riguarda più i figli sui quali e ricaduta la colpa che i padri che hanno determinato la tragedia.[/lang_it]






