Summer Classics: A colloquio con Valentin Egel – direttore dell’Orchestra Sinfonica di Fiume

“La scelta migliore che potessi fare”

• Dopo la pausa forzata dello scorso anno, l’Arena di Pola torna ad essere teatro del “Summer Classics 2021”, giunto alla sua terza edizione. Davanti ad un pubblico di spettatori croati e in buona parte stranieri, nella meravigliosa cornice dell’anfiteatro romano di Pola si sono esibiti l’Orchestra Sinfonica e il Corpo di Ballo del “Teatro Nazionale Ivan Zajc” di Fiume. In programma alcune tra le più note opere di Puccini, Dvořák, Gershwin, Ravel, Rimsky-Korsakov Tchaikovsky. A dirigere l’orchestra della seconda e terza serata del “Summer Classics 2021” il giovanissimo Maestro Valentin Egel, che dal primo gennaio di quest’anno è ufficialmente direttore generale dell’Orchestra Sinfonica di Fiume.

Nato a Müllheim, nel Baden, da una famiglia di musicisti, Valentin Egel ha vinto importanti concorsi internazionali, tra i quali l’International Competition of Young Conductors “Lovro von Matačić” di Zagabria e i Concorsi di direzione MDR Sinfoniorkester e Campus Conductors. Dal 2020 è nella lista degli artisti “Maestros von morgen” del German Music Council. Una personalità empatica, grande entusiasmo ed energia sono i tratti distintivi di questo giovane di appena 26 anni e già molto apprezzato dalla critica.

- Cosa si prova a lavorare in un luogo come questo?

Questo ambiente è unico al mondo e sono molto onorato di dirigere un’orchestra proprio qui. Sono felice di essere a Pola perché sento che esiste una forte connessione tra questa città e la città di Fiume, tra il pubblico e l’orchestra, il teatro. Siamo tutti entusiasti di venire qui anche in estate. Tante le emozioni. La “Scheherazade” di Rimsky-Korsakov che racconta dell’Oriente e del mare, accompagnata dalla voce dei gabbiani tutt’intorno all’Arena. E poi “Romeo and Juliet”, l’atmosfera antica dell’Arena di Pola che mi ha riportato a Verona, dove c’è un anfiteatro altrettanto famoso.

- Da gennaio di quest’anno dirige l’orchestra del teatro di Fiume. Come è stato l’impatto con una cultura diversa, soprattutto in un periodo di pandemia?

In Croazia, a Fiume, mi sento a casa, sono stato accolto a braccia aperte e la mia orchestra è un grande gruppo, i musicisti hanno forte motivazione e passione per ciò che fanno, lavorano tutti moltissimo. Anche davanti a composizioni oggettivamente difficili, quando ci troviamo sul palco a suonare tutti insieme la musica ci assorbe e coinvolge. Fino ad oggi devo dire che la nostra relazione è stata davvero speciale. Quella di venire a Fiume in un periodo come questo è stata la decisione migliore della vita. Credo di aver scelto il posto migliore nel momento migliore. Questa orchestra, i dirigenti e tutte le persone che lavorano in teatro hanno dimostrato una incredibile flessibilità. Abbiamo scelto di continuare a fare il possibile per regalare emozioni al nostro pubblico, anche evitando gli spettacoli in presenza.

- Quale è il suo repertorio preferito, i compositori che per formazione o per gusto personale ama di più?

Voglio che i miei orizzonti restino aperti, amo molti compositori diversi provenienti da diverse parti del mondo. Certo, ho una formazione classica e amo i classici, dalla metà del ‘700 a metà ‘900, ma sono anche curioso di sperimentare nuove strade e lo sto facendo. In Germania ho lavorato soprattutto su un repertorio di autori tedeschi, qui a Fiume ho l’opportunità, per me straordinaria, di conoscere meglio e di dirigere opere di grandi compositori italiani.

- Come è nata la scelta di dedicarsi a questa professione?

Ho studiato pianoforte e violino, provengo da una famiglia di musicisti e sono cresciuto con la musica. Ma ad un certo punto della mia vita ho scoperto il mondo meraviglioso della musica sinfonica e per me fu subito chiaro che quella era la mia strada.

- Essere direttore d’orchestra a 26 anni significa senso di responsabilità e sicurezza, non è così?

La sicurezza è importante, ma viene da sé perché c’è passione e conoscenza della musica che si va a presentare e delle potenzialità che può offrire. L’autorevolezza diventa un fatto naturale e non imposto quando si è accomunati dallo stesso modo di sentire la musica. Sono ancora giovane, non sono il direttore dell’Opera del Teatro, ma per il ruolo che ricopro mi sento responsabile per i miei musicisti e per i cantanti, e quando si tratta di decidere cosa presentare al pubblico e come interpretarlo mi assumo tutte le responsabilità.

- Per quanto tempo ancora prevede di restare a Fiume, ad occupare questo ruolo?

Venire qui è stata una scelta ponderata e fin dall’inizio ho pensato che sarebbe stato bello riuscire a costruire insieme un nuovo progetto. Non sono venuto in Croazia con l’intenzione di fermarmi un anno e poi di andarmene, davvero vorrei restarci a lungo.

Le prime 3 serate del “Summer Classics 2021” si sono concluse e la bella energia di Valentin ha contagiato tutti, musicisti e pubblico, che non si è risparmiato negli applausi.  Attendiamo il concerto di Gala del 26 luglio per emozionarci ancora un po’. Sotto le stelle, anche se non così numerosi come alcuni anni fa,  con le arie più famose delle opere di Verdi, Puccini, Rossini, Bellini, Mascagni and Massenet…

Testo di Luisa SORBONE

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