15. Monte Librić: A colloquio con Vincenzo Stera

13.06.2022.

La didattica che unisce musica e movimento

• Testo e fotografie di Luisa SORBONE

• “Tutti abbiamo una nostra musicalità, si tratta solo di scoprirla” • 

• “È mol­to impor­tan­te per me por­ta­re anc­he qui l’es­pe­ri­en­za matu­ra­ta in tan­ti anni di lavo­ro con i bam­bi­ni e con le fami­glie. Per con­ti­nu­are a spe­ri­men­ta­re e a giocare”.

In occa­si­one del­la quin­di­ce­si­ma edi­zi­one del Festival Monte Librić a Pola, Vincenzo Stera ha pre­sen­ta­to il suo ulti­mo con­cer­to-spet­ta­co­lo “Zoo par­ty”, pro­get­to didat­ti­co che coni­uga musi­ca e movi­men­to espressivo.

“Stiamo por­tan­do in giro ques­to spet­ta­co­lo per far conos­ce­re la nos­tra ulti­ma pro­du­zi­one edi­to­ri­ale fat­ta di tes­ti e di musi­ca in una for­ma che non è quel­la del­la sem­pli­ce nar­ra­zi­one ma che pre­ve­de il coinvol­gi­men­to atti­vo dei bam­bi­ni, soprat­tut­to nei momen­ti rit­mi­ci. Il rit­mo, le vari­azi­oni e gli anda­men­ti del­la musi­ca ven­go­no vissu­ti col cor­po attra­ver­so il movi­men­to espre­ssi­vo. Gli ele­men­ti musi­ca­li e quel­li del movi­men­to nel­la dan­za cre­ati­va han­no mol­to in comune”.

L’idea di cre­are un vero e pro­prio per­cor­so didat­ti­co unen­do musi­ca e movi­men­to nas­ce dal­la sua per­so­na­le espe­ri­en­za di vita.

“Tutto ha avu­to ini­zio nei quar­ti­eri pove­ri di Napoli, dove sono nato e dove ho tras­cor­so la mia gioven­tù. Ho fat­to lì i pri­mi stu­di e lì ho comin­ci­ato a lavo­ra­re con i bam­bi­ni di stra­da. Anch’io, anni pri­ma, ero sta­to un bam­bi­no di stra­da e conos­ce­vo per­fet­ta­men­te le dina­mic­he di quel­la real­tà. Bambini ipe­rat­ti­vi, abi­tu­ati al rumo­re, sen­za rego­le e fre­ni ave­va­no bisog­no di qual­co­sa di diver­so per res­ta­re stu­pi­ti e fer­mar­si ad ascol­ta­re. La musi­ca comin­ciò ad esser­mi di aiuto. La sor­pre­sa sono­ra stu­pi­va, cre­ava silen­zio e atten­zi­one. Da quel momen­to ho capi­to che quel­la era la via. L’obiettivo era met­ter­li in con­di­zi­one di per­ce­pi­re il silen­zio e gode­re del ges­to fat­to in silen­zio, inseg­na­re loro a ris­pet­ta­re l’altro e a svi­lup­pa­re una dimen­si­one magi­ca e immaginaria”.

Il percorso didattico 

Il passag­gio dal gioco di movi­men­to spon­ta­neo e fine a se ste­sso, come può esse­re quel­lo di un giro­ton­do, al movi­men­to di espre­ssi­one con­sa­pe­vo­le ric­hi­ede con­ti­nue veri­fic­he da par­te degli inseg­nan­ti. Lo sco­po edu­ca­ti­vo è soprat­tut­to quel­lo di ren­de­re i bam­bi­ni con­sa­pe­vo­li del per­cor­so intra­pre­so e del suo significato.

“Si trat­ta di vero per­cor­so didat­ti­co, fat­to di sequ­en­ze.  La musi­ca, come il movi­men­to o l’im­ma­gi­ne, sono lin­gu­ag­gi espre­ssi­vi prov­vis­ti di una gram­ma­ti­ca che, per esse­re com­pre­sa ed appre­sa, va illus­tra­ta e spe­ri­men­ta­ta in tut­te le sue fasi”.

Ogni bambino ha le sue esigenze

“È impor­tan­te ris­pet­ta­re i bisog­ni dei bam­bi­ni anc­he in fun­zi­one del­la loro età. L’ideale sareb­be comin­ci­are sin dal­la nas­ci­ta, quan­do il bam­bi­no è in fami­glia con i geni­to­ri, anco­ra pri­ma che al nido e alla scu­ola del­l’in­fan­zia, per poi pro­se­gu­ire alla scu­ola pri­ma­ria e anc­he più avan­ti, in for­me diverse”.

Un per­cor­so espre­ssi­vo ges­tu­ale-musi­ca­le che andreb­be quin­di frequ­en­ta­to nel tem­po per favo­ri­re la possi­bi­lità di espri­mer­si e comunicare.

“Quando si ini­zia il lavo­ro in grup­po con bam­bi­ni in età sco­la­re o pres­co­la­re e ven­go­no pro­pos­te atti­vità coinvol­gen­ti, i bam­bi­ni han­no reazi­oni posi­ti­ve, per­c­hé affas­ci­na­ti dal gioco musi­ca­le e di movi­men­to. Hanno una musi­ca­lità inna­ta, il

com­pi­to che abbi­amo noi edu­ca­to­ri è quel­lo di favo­rir­li in ques­to per­cor­so di svi­lup­po del­la creatività”.

Dai primi mesi di vita alla scuola primaria

“Uno dei per­cor­si più pre­zi­osi che ho spe­ri­men­ta­to è sta­to lavo­ra­re con bam­bi­ni dai 6 ai 12 mesi. Il con­tes­to soci­ale e cul­tu­ra­le odi­er­no mi ha for­ni­to mol­ti sti­mo­li a riflet­te­re sul ruolo di medi­ato­re che il geni­to­re può assu­me­re per comu­ni­ca­re e inseg­na­re l’espressività. In ques­to per­cor­so, l’adulto diven­ta pro­ta­go­nis­ta insi­eme al bam­bi­no di tan­te atti­vità che oggi si fan­no mol­to meno, come can­ta­re, muover­si in modo rit­mi­co con il bambino”.

E per i più gran­di? Entrare in quadro di Kandinsky e rius­ci­re a inter­pre­tar­lo con i suoni e con il movi­men­to del cor­po è un altro modo di decli­na­re cre­ati­va­men­te atti­vità musi­ca­le e moto­ria. “Lavorare con l’immagine è un’esperienza bel­li­ssi­ma che si può fare alla scu­ola pri­ma­ria e anc­he secon­da­ria, ma che natu­ral­men­te nece­ssi­ta di pre­pa­ra­zi­one e non può esse­re pro­pos­ta a tut­ti i gruppi”.

Il ruolo degli insegnanti

L’insegnante deve esse­re un model­lo per i bam­bi­ni. Con il suo modo di muover­si all’interno dell’aula, con i suoi rit­mi e con la sua voca­lità. Ma soprat­tut­to con la dis­po­ni­bi­lità a met­ter­si in gioco.

“Sono impor­tan­ti gli incon­tri for­ma­ti­vi, ma è anc­he mol­to uti­le lavo­ra­re con il pro­prio cor­po e impa­ra­re ad ascol­tar­si. Non sono ric­hi­es­te com­pe­ten­ze spe­ci­fic­he, non è nece­ssa­rio esse­re un docen­te di Scienze moto­rie o di Musica. Tutti abbi­amo una nos­tra musi­ca­lità, si trat­ta solo di scoprirla.

Vincenzo Stera è nato a Napoli nel 1958 e vive a Trieste dal 1984. È sta­to docen­te di Scienze Motorie e Sportive nel­la scu­ola pub­bli­ca dal 1979 al 2020. È com­po­nen­te del comi­ta­to tec­ni­co-sci­en­ti­fi­co del­la Scuola regi­ona­le del­lo sport del CONI Friuli Venezia Giulia. È sta­to atle­ta azzur­ro juni­or nell’atletica leg­ge­ra. È musi­cis­ta , auto­re di musi­ca per bam­bi­ni e ide­ato­re di con­cer­ti-spet­ta­co­lo tra i quali: Piano piano, for­te for­te (pre­sen­ta­to al Festival inter­na­zi­ona­le di teatro e cul­tu­ra per la pri­ma infan­zia Visioni di futu­ro visi­oni di teatro, Bologna 2012), Music Box (pre­sen­ta­to a Stoccolma jazz fes­ti­val per bam­bi­ni, 2013), La musi­ca del­lo gno­mo Mirtillo (spet­ta­co­lo che ha fes­teg­gi­ato nel 2019 i quin­di­ci anni di replic­he), Zoo music band (2015),  Storia di una stel­la mari­na (2016), Zoo par­ty music & live pain­ting (2020). Collabora con la Casa del­la musi­ca di Trieste /Scuola di Musica 55 (www.scuoladimusica55.it) per i pro­get­ti per l’infanzia tra cui il Festival di musi­ca per bam­bi­ni del quale cura la dire­zi­one artis­ti­ca dal 2008. Attualmente è in libre­ria il suo ulti­mo lavo­ro: “Zoo Party” albo illus­tra­to + playlist onli­ne (Edizioni Curci).