Alfonso Firmani in Porto Vecchio a Trieste – “Odissee” e la sfida dell’orizzonte

Testo e fotografie di Luisa SORBONE

25.02.2026.

Definirla una mos­tra è ridut­ti­vo. “Odissee. L’esperienza dell’orizzonte” di Alfonso Firmani è più un per­cor­so ver­so nuove for­me di bel­le­zza e iden­tità. Spiazzante. Inaugurata il 30 gen­na­io scor­so nel­la Sala Nathan di Porto Vecchio al Magazzino 26, è cura­ta dall’Associazione Culturale DayDreaming Project e res­terà aper­ta al pub­bli­co fino all’8 mar­zo 2026.

“Odissee. L’esperienza dell’orizzonte” esplo­ra il tema del limi­te e del supe­ra­men­to dei con­fi­ni, fisi­ci e men­ta­li. Al cen­tro del pro­get­to c’è lo sgu­ar­do ver­so uno spa­zio nuovo, fat­to di tra­sfor­ma­zi­one, possi­bi­lità e ride­fi­ni­zi­one dell’esperienza individuale.

L’itinerario all’in­ter­no del­la mos­tra non ha un cam­mi­no line­are, è come un viag­gio sen­za meta: un’odissea con­tem­po­ra­nea, appun­to, che met­te in dis­cu­ssi­one cer­te­zze, iden­tità e tut­to ciò che è con­so­li­da­to. Il faro è l’orizzonte, che diven­ta così una meta­fo­ra di aper­tu­ra e con­ti­nuo cam­bi­amen­to. “Le nos­tre esis­ten­ze – leg­gi­amo nel­la pre­sen­ta­zi­one – si muovo­no su di un piano deli­mi­ta­to da bar­ri­ere, da con­fi­ni den­tro ai quali fin­gi­amo di sen­tir­ci sicu­ri. Viviamo in cit­tà pri­ve di sboc­c­hi ver­so l’o­ri­zzon­te e la sua voca­zi­one all’in­fi­ni­to. Sembra che il nos­tro des­ti­no si possa nutri­re solo del­la ine­lut­ta­bi­lità del cibo nece­ssa­rio al raf­for­za­men­to del nos­tro ego. Crediamo che la sola dimen­si­one possi­bi­le sia quel­la di un ordi­ne rego­la­to nei con­fron­ti del quale non c’è che da sog­gi­ace­re e den­tro al quale l’u­ni­ca stra­da possi­bi­le sia quel­la dell’affermazione del pro­prio io”.

L’idea che sta alla base del pro­get­to è pro­prio quel­la di pro­va­re a imma­gi­na­re una nuova pros­pet­ti­va e di tra­sfor­mar­la in nar­ra­zi­one. E ques­te ope­re lo fan­no: attra­ver­so colo­ri, imma­gi­ni, sug­ges­ti­oni e paro­le, che sti­mo­la­no l’in­tu­izi­one e che evo­ca­no cor­ris­pon­den­ze baudelairiane.

La mos­tra è reali­zza­ta in co-orga­ni­zza­zi­one con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche del­la Cultura e del Turismo – e rien­tra nel pro­get­to CHRONOCROMA Memorie, con­flit­ti ed eco­lo­gie nell’arte con­tem­po­ra­nea, nell’ambito del ban­do Manifestazioni Espositive 2025 del­la Regione Friuli Venezia Giulia.

Il pro­get­to Chronocroma. Da un’i­dea di DayDeaming Project in col­la­bo­ra­zi­one con Hangar Teatri, nas­ce per inda­ga­re sul­la diver­sità di aspet­ti del con­tem­po­ra­neo nel­le arti visi­vo-per­for­ma­ti­ve e sul ruolo del colo­re come ele­men­to per­cet­ti­vo, emo­ti­vo e sim­bo­li­co. I colo­ri, da sem­pre ogget­to di rifle­ssi­one filo­so­fi­ca e sci­en­ti­fi­ca, ven­go­no inter­pre­ta­ti come stru­men­ti di let­tu­ra del pre­sen­te, del­la memo­ria e del futuro.

Alfonso Firmani. L’autore, si è for­ma­to pre­sso lo I.U.A.V di Venezia alla fine degli anni ‘70, nel­lo spi­ri­to cul­tu­ra­le di quegli anni. Nel 1982 ha aper­to a Udine il suo stu­dio pro­fe­ssi­ona­le e dal 1987 è docen­te di pro­get­ta­zi­one arc­hi­tet­to­ni­ca e pro­get­ta­zi­one sce­no­gra­fi­ca pre­sso il Liceo Artistico Sello. È sta­to tra i fon­da­to­ri dei grup­pi artis­ti­ci “Magazzino” e CasAltrove. Ha espos­to in nume­ro­se mos­tre per­so­na­li e col­let­ti­ve a Parigi,Vilnius,Venezia, Novara, Vercelli, Vienna, Bologna, Udine, Trieste. Nella sua ricer­ca in cam­po artis­ti­co spe­ri­men­ta con­ta­mi­na­zi­oni tra  lin­gu­ag­gi diver­si. Le com­po­si­zi­oni si ispi­ra­no ai temi prin­ci­pa­li dell’arte con­tem­po­ra­nea e alla capa­cità di rive­la­zi­one e di evo­ca­zi­one. La nar­ra­zi­one  si svi­lup­pa attra­ver­so la tec­ni­ca com­po­si­ti­va del­le cor­ris­pon­den­ze e il loro auto­ma­ti­smo incon­s­cio. I suoi lavo­ri sono mol­to spe­sso ispi­ra­ti dal­lo spa­zio in cui ope­ra, inte­so come un impi­an­to dram­ma­tur­gi­co all’interno del quale il tema viene messo in scena.

La mos­tra res­terà alles­ti­ta fino all’8 mar­zo 2026, dal giovedì alla dome­ni­ca, con ora­rio 10 – 18.