Alfonso Firmani in Porto Vecchio a Trieste – “Odissee” e la sfida dell’orizzonte
Testo e fotografie di Luisa SORBONE
Definirla una mostra è riduttivo. “Odissee. L’esperienza dell’orizzonte” di Alfonso Firmani è più un percorso verso nuove forme di bellezza e identità. Spiazzante. Inaugurata il 30 gennaio scorso nella Sala Nathan di Porto Vecchio al Magazzino 26, è curata dall’Associazione Culturale DayDreaming Project e resterà aperta al pubblico fino all’8 marzo 2026.
“Odissee. L’esperienza dell’orizzonte” esplora il tema del limite e del superamento dei confini, fisici e mentali. Al centro del progetto c’è lo sguardo verso uno spazio nuovo, fatto di trasformazione, possibilità e ridefinizione dell’esperienza individuale.
L’itinerario all’interno della mostra non ha un cammino lineare, è come un viaggio senza meta: un’odissea contemporanea, appunto, che mette in discussione certezze, identità e tutto ciò che è consolidato. Il faro è l’orizzonte, che diventa così una metafora di apertura e continuo cambiamento. “Le nostre esistenze – leggiamo nella presentazione – si muovono su di un piano delimitato da barriere, da confini dentro ai quali fingiamo di sentirci sicuri. Viviamo in città prive di sbocchi verso l’orizzonte e la sua vocazione all’infinito. Sembra che il nostro destino si possa nutrire solo della ineluttabilità del cibo necessario al rafforzamento del nostro ego. Crediamo che la sola dimensione possibile sia quella di un ordine regolato nei confronti del quale non c’è che da soggiacere e dentro al quale l’unica strada possibile sia quella dell’affermazione del proprio io”.
L’idea che sta alla base del progetto è proprio quella di provare a immaginare una nuova prospettiva e di trasformarla in narrazione. E queste opere lo fanno: attraverso colori, immagini, suggestioni e parole, che stimolano l’intuizione e che evocano corrispondenze baudelairiane.
La mostra è realizzata in co-organizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo – e rientra nel progetto CHRONOCROMA Memorie, conflitti ed ecologie nell’arte contemporanea, nell’ambito del bando Manifestazioni Espositive 2025 della Regione Friuli Venezia Giulia.
Il progetto Chronocroma. Da un’idea di DayDeaming Project in collaborazione con Hangar Teatri, nasce per indagare sulla diversità di aspetti del contemporaneo nelle arti visivo-performative e sul ruolo del colore come elemento percettivo, emotivo e simbolico. I colori, da sempre oggetto di riflessione filosofica e scientifica, vengono interpretati come strumenti di lettura del presente, della memoria e del futuro.
Alfonso Firmani. L’autore, si è formato presso lo I.U.A.V di Venezia alla fine degli anni ‘70, nello spirito culturale di quegli anni. Nel 1982 ha aperto a Udine il suo studio professionale e dal 1987 è docente di progettazione architettonica e progettazione scenografica presso il Liceo Artistico Sello. È stato tra i fondatori dei gruppi artistici “Magazzino” e CasAltrove. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive a Parigi,Vilnius,Venezia, Novara, Vercelli, Vienna, Bologna, Udine, Trieste. Nella sua ricerca in campo artistico sperimenta contaminazioni tra linguaggi diversi. Le composizioni si ispirano ai temi principali dell’arte contemporanea e alla capacità di rivelazione e di evocazione. La narrazione si sviluppa attraverso la tecnica compositiva delle corrispondenze e il loro automatismo inconscio. I suoi lavori sono molto spesso ispirati dallo spazio in cui opera, inteso come un impianto drammaturgico all’interno del quale il tema viene messo in scena.
La mostra resterà allestita fino all’8 marzo 2026, dal giovedì alla domenica, con orario 10 – 18.












