Pubblicata la traduzione in lingua croata del libro per ragazzi di Fulvio Tomizza 

“Trick: priča o jednom psu” – un incontro con la traduttrice Lorena Kmet

Testo di Luisa SORBONE • Fotografie di Zaneto PAULIN

10.06.2024

Dal 22 al 25 mag­gio, tra Umago, Capodistria e Trieste, si è svol­ta la ven­ti­cinqu­esi­ma edi­zi­one del Forum Tomizza. Ogni due anni, nel­l’am­bi­to del Forum, la Biblioteca Civica di Umago diret­ta da Neven Ušumović pub­bli­ca una tra­du­zi­one dell’autore.

Venerdì 24 mag­gio è sta­ta pre­sen­ta­ta la ver­si­one cro­ata di Trick: sto­ria di un cane, il roman­zo bre­ve che Tomizza dedi­ca alla figlia Franca, usci­to per Mondadori nel 1975 e vin­ci­to­re del pre­mio Monza nel 1976.

Trick: pri­ča o jed­nom psu è sta­to tra­dot­to da Lorena Kmet con le illus­tra­zi­oni di Manuel Šumberac.

Tomizza è sta­to un auto­re estre­ma­men­te pro­li­fi­co e poli­edri­co. Molti i temi a cui ha dato voce, a par­ti­re dal sen­ti­men­to di per­di­ta dell’identità e del­l’e­so­do: nel­la Trilogia istri­ana, nei roman­zi di nar­ra­ti­va ambi­en­ta­ti a Trieste, nel­le ope­re sto­ric­he, nei tes­ti per il cine­ma e per il teatro. Trick: pri­ča o jed­nom psu è uno dei  cinque roman­zi che ha scrit­to per bam­bi­ni e raga­zzi, dei quali due pub­bli­ca­ti postumi.

“Il cane Trick – com­men­ta Neven Ušumović – ha mol­te del­le carat­te­ris­tic­he di un per­so­nag­gio del­le fiabe. Aiuta i pro­ta­go­nis­ti, madre, padre e figlio, in modo mira­co­lo­so: appa­re quan­do nessu­no se lo aspet­ta, risol­ve situ­azi­oni e scom­pa­re… Ma è pro­prio sul­la nece­ssità di un esse­re così fan­tas­ti­co che si con­cen­tra il reali­smo psi­co­lo­gi­co di Tomizza. Il let­to­re adul­to sco­pre attra­ver­so la figu­ra di Trick il desi­de­rio di mater­nità del­la pro­ta­go­nis­ta, la lot­ta per la sicu­re­zza esis­ten­zi­ale del padre e il bisog­no del bam­bi­no di ave­re un ami­co fede­le. Tutto ciò ren­de ques­to bre­ve roman­zo un’o­pe­ra mol­to stra­ti­fi­ca­ta e appa­ssi­onan­te, da rileg­ge­re più volte”.

Lorena Kmet, a par­ti­re dal 2010, è l’autrice del­la tra­du­zi­one in lin­gua cro­ata dei libri di Tomizza. Oltre a ques­t’ul­ti­mo, fres­co di stam­pa, ha tra­dot­to: La raga­zza di Petrovia/ Djevojka iz Petrovije (2010), Il bos­co di acacie/ Bagremova šuma (2012), La cit­tà di Miriam/ Miriamin grad (2016), Dove tornare/ Kamo se vra­ti­ti(2022), L’amicizia/ Prijateljstvo(2014), I rap­por­ti colpevoli/Grešni odno­si(2018), Le mie esta­ti letterarie/Moja knji­žev­na lje­ta (2020).

Lorena, è possi­bi­le indi­vi­du­are una linea di temi comu­ni in una pro­du­zi­one let­te­ra­ria tan­to variegata?

Fin dal suo pri­mo libro, Materada (1960), Fulvio Tomizza segue ed esplo­ra i lega­mi ins­cin­di­bi­li con la pro­pria fami­glia e con l’Istria del secon­do dopo­gu­er­ra e del dolo­ro­so eso­do (La raga­zza di PetroviaIl bos­co di aca­cie che segu­ono Materada ven­ne­ro rac­col­ti in Trilogia istri­ana). Questi lega­mi-rap­por­ti, tal­vol­ta col­pe­vo­li (I rap­por­ti col­pe­vo­li), tal­vol­ta ama­ri e tra­uma­ti­ci, spe­sso accos­ta­ti a “il male di vive­re”, affon­da­no le radi­ci nel suo ani­mo, nel­la con­tem­pla­zi­one che durò una vita e ispirò una tren­ti­na di libri. Su ques­ta base l’autore cos­tru­is­ce la let­te­ra­tu­ra dell’umana com­pren­si­one e ten­de la mano ami­ca al diver­so e al nuovo, alla cit­tà di Trieste con tut­te le sue diver­sità, al mon­do sla­vo e al mon­do ita­li­ano ed ebra­ico (La cit­tà di Miriam, Gli spo­si di via Rossetti e mol­ti altri), pro­ten­den­do­si fino al suo lavo­ro di gior­na­lis­ta e di scrit­to­re (non a caso il suo roman­zo del 1980 s’intitola L’Amicizia). Insomma, Fulvio Tomizza ha supe­ra­to non un con­fi­ne, quel­lo fisi­co con la sbar­ra e i mili­ta­ri, ma ben tan­ti altri. Partendo dal pic­co­lo vil­lag­gio Giurizzani nei pre­ssi di Umago, da uomo di fron­ti­era (“Mi iden­ti­fi­co con la fron­ti­era”) è diven­ta­to un sim­bo­lo di non-fron­ti­era, libe­ra e uma­na comu­ni­ca­zi­one fra gen­ti di diver­se lin­gue, cul­tu­re, ceti e cre­den­ze. E ha avu­to il corag­gio di tor­na­re indi­etro tra i rovi, i gel­si, “il pove­ro acci­ot­to­la­to col noce fra le case” (Dove tor­na­re e mol­ti altri), rim­boc­car­si le manic­he e rimet­te­re in piedi la casa di fami­glia, i ricor­di e le ste­su­re dei suoi libri (Le mie esta­ti let­te­ra­rie).

Veniamo a Trick, sto­ria di un cane. In quali aspet­ti del­la nar­ra­zi­one tro­vi­amo il ric­hi­amo ai temi uni­ver­sa­li tomi­zzi­ani come quel­lo del­la nos­tal­gia del­la ter­ra istri­ana, del­l’ab­bat­ti­men­to dei con­fi­ni e del­l’in­trec­cio culturale?

La sto­ria di Trick è ambi­en­ta­ta a Trieste e sull’altopiano car­si­co che la sovras­ta. È un rac­con­to per l’infanzia, quin­di i temi tomi­zzi­ani sono ridi­men­si­ona­ti e atte­nu­ati, adat­ta­ti per i giova­ni let­to­ri. La nos­tal­gia del­la ter­ra istri­ana si rico­nos­ce nel tema scel­to: l’a­mo­re per gli ani­ma­li e per la natu­ra Tomizza lo ha tras­por­ta­to dal suo mon­do con­ta­di­no. Il reti­co­la­to, le sbar­re, la paura di esse­re inse­gu­iti, il rifu­gio per i cani con il muro alto, gli scom­par­ti angus­ti e i cate­nac­ci, la reclu­si­one, l’abbandono: ecco che si ripe­to­no alcu­ni argo­men­ti tomi­zzi­ani. E anc­he in ques­to caso Tomizza sta sem­pre dal­la par­te dei più deboli.

Qual è il tema por­tan­te del rac­con­to? Chi sono i protagonisti?

Nino e Gemma, una giova­ne cop­pia tri­es­ti­na sen­za figli, che vive in un con­do­mi­nio, quasi per capric­cio acqu­is­ta un cuc­ci­olo. A causa del­la nas­ci­ta del figlio tan­to atte­so, mol­to pres­to il cuc­ci­olo viene ripor­ta­to nel cor­ti­le del­la casa can­to­ni­era. Da quel momen­to comin­ci­ano le fiabes­c­he vicen­de del cane Trick e quel­le del bam­bi­no Aurelio, igna­ro dell’esistenza di un cane che lo ha pre­ce­du­to in fami­glia. Dopo alcu­ni anni e tan­te peri­pe­zie, i quat­tro pro­ta­go­nis­ti si ritro­va­no e si riunis­co­no in un abbrac­cio sot­to l’ombra di un tiglio. Un rac­con­to, quin­di, a lieto fine. Sullo sfon­do c’è la cri­si eco­no­mi­ca degli anni sessan­ta con gli sci­ope­ri, la disoc­cu­pa­zi­one e il lavo­ro nero. Si par­la anc­he di bul­li­smo, del­la vec­c­hi­aia, del­l’os­pi­zio e del rifu­gio per i cani. Tra Scorcola, Opicina, Porto Vecchio e “lo spec­c­hio di mare pun­teg­gi­ato da navi” Tomizza ritrae le vedu­te tri­es­ti­ne, con il noto tram.

Dal momen­to che ques­to è un libro per raga­zzi, in cosa il regis­tro sti­lis­ti­co si dif­fe­ren­zia dagli altri romanzi? 

Anche quan­do scri­ve per i bam­bi­ni, Tomizza non rinun­cia alle son­tu­ose des­cri­zi­oni del­la natu­ra, con le fra­si e i peri­odi lun­g­hi che carat­te­ri­zza­no tut­ta la sua ope­ra. Il nos­tro è un lavo­ro di grup­po: dopo la mia ste­su­ra, Ivana Martinčić, Tihana Dežjot Alessio e Neven Ušumović han­no fat­to la cor­re­zi­one del tes­to e la pro­fe­sso­re­ssa Sanja Roić ha cura­to la revi­si­one gene­ra­le e ha fir­ma­to la pos­t­fa­zi­one. Comunque, lo spi­ri­to avven­tu­ro­so e la sce­neg­gi­atu­ra quasi cine­ma­to­gra­fi­ca con­fe­ris­co­no al tes­to una cer­ta leg­ge­re­zza, ila­rità e viva­cità. In fon­do, si par­la di un cuc­ci­olo che vola!

A chi anco­ra non conos­ce l’o­pe­ra di Tomizza quali libri consiglierebbe?

Senz’altro Trilogia istri­anaLa migli­or vita, vin­ci­tri­ce del Premio Strega e del Premio di Stato aus­tri­aco per la let­te­ra­tu­ra euro­pea, ma anc­he I rap­por­ti col­pe­vo­li, Dove tor­na­re e L’albero dei sogni.

Lorena Monica Kmet è nata a Umago nel 1963. Laureata in cro­atis­ti­ca a Zagabria, vive e lavo­ra a Buie. Membro dell’Associazione dei Traduttori Letterari Croati. Traduce dal­l’i­ta­li­ano soprat­tut­to auto­ri istri­ani, quar­ne­ri­ni e tri­es­ti­ni ed è sta­ta pre­mi­ata per la migli­ore tra­du­zi­one del­la Regione istri­ana nel 2006 e nel 2011. Collaboratrice con il Forum Tomizza pre­sso la Biblioteca civi­ca di Umago, è tra­dut­tri­ce del­le ope­re di Fulvio Tomizza. È mem­bro del Consiglio pro­gram­ma­ti­co del­la Casa degli scrit­to­ri – Hiže od besid a Pisino e col­la­bo­ra con la rivis­ta Nova Istra e il por­ta­le di Mostar Strane.ba.

Trick, pri­ča o jed­nom psu, Gradska knjiž­ni­ca Umag – Biblioteca Civica Umago, 2024

Per l’Editore: Neven Ušumović

Postfazione: Sanja Roić

Redazione: Sanja Roić

Correzione: Ivana Martinčić, Tihana Dežjot Alessio

Illustrato da Manuel Šumberac

Stampa Arty d.o.o. Umago