Dipinti, ceramiche, litografie, grafica e illustrazioni al civico Museo Revoltella fino al 24 settembre

L’Omaggio di Trieste a Mirò

Testo e fotografie di Luisa SORBONE

29.08.2023

Curata da Achille Bonito Oliva, Maïthé Vallès-Bled e Vincenzo Sanfo, “Omaggio a Miró”, in Sala Scarpa del Museo Revoltella a Trieste, pro­po­ne cir­ca 80 ope­re tra dipin­ti, tem­pe­re, acqu­erel­li, diseg­ni, scul­tu­re e cera­mic­he pro­ve­ni­en­ti da musei fran­ce­si e col­le­zi­onis­ti pri­va­ti. Al pri­mo piano la sor­pren­den­te sala mul­ti­me­di­ale, in per­fet­ta sin­to­nia con lo spi­ri­to gioco­so del­l’ar­tis­ta cata­la­no. Da non perdere.

Le ope­re, che res­te­ran­no espos­te anco­ra per poco, copro­no 60 anni del­la car­ri­era di Miró, dal 1924 al 1981. Documentano la tra­sfor­ma­zi­one del suo lin­gu­ag­gio pit­to­ri­co a par­ti­re dal­la pri­ma metà degli anni ’20 e le sue meta­mor­fo­si artis­tic­he nel cam­po del diseg­no, del­la pit­tu­ra, del col­la­ge e del­la tappezzeria.

Alcune ope­re pro­ven­go­no da impor­tan­ti col­le­zi­onis­ti e gal­le­rie pari­gi­ne.  Come “Femme aux tro­is Cheveux”, del­la serie Constellation (1975, olio su tela) pro­pri­età di Helene Bailly, “ Signes et Figurations” (1935, acqu­arel­lo, inc­hi­os­tro e iscri­zi­oni su car­ta) pro­ve­ni­en­te dal­la Galerie de la Présidence,  “Personnage dans la Nuit III” (1965, mati­ta gra­ssa, acqu­arel­lo, guac­he e lavag­gio su car­ta), “Deux Personnages” (1937, olio, guazzo e acqu­arel­lo su car­ta) e un acqu­arel­lo, car­bon­ci­no e mati­ta su car­ta, sen­za tito­lo, del 1949, tut­ti pro­ve­ni­en­ti da col­le­zi­oni pri­va­te del­la Galerie Lelong.

“La mos­tra a Trieste – ha com­men­ta­to Vincenzo Sanfo – è sta­ta pen­sa­ta e reali­zza­ta  su misu­ra per gli spa­zi del Revoltella. Inserito nel con­tes­to dei sur­re­alis­ti, Mirò è il meno sur­re­alis­ta dei suoi com­pag­ni di stra­da, essen­do lon­ta­no da quei riman­di al sesso, alla stra­va­gan­za tout-court, al desi­de­rio di stu­pi­re tipi­co del mon­do sur­re­alis­ta. Le imma­gi­ni che lo ritrag­go­no ci tra­man­da­no il sor­ri­so di un uomo sem­pli­ce, sola­re, diver­ten­te, esat­ta­men­te come la sua pit­tu­ra. Uomo col­to, aman­te del­la bel­la musi­ca, del­la poesia, del­la sere­na vita fami­gli­are, Mirò e quan­to ognu­no di noi sog­ne­reb­be di esse­re. Una rilet­tu­ra più atten­ta e aggi­or­na­ta può inve­ce col­lo­car­lo in quell’universo attra­ver­sa­to dai ges­ti pit­to­ri­ci di Pollock, dal­le visi­oni intel­let­tu­ali di Wols o dal­le espre­ssi­oni poetic­he di Klee. La mos­tra a Trieste vuole dare spa­zio quin­di non solo alla gioia di attra­ver­sa­re un modo di vive­re l’arte in mani­era intel­let­tu­al­men­te ludi­ca, ma può far riflet­te­re sul­la gius­ta col­lo­ca­zi­one di Mirò nel­la sto­ria dell’arte”.

Le sezi­oni

Mirò sog­na­to­re, cre­ati­vo e soprat­tut­to artis­ta poli­edri­co. Il per­cor­so espo­si­ti­vo è sud­di­vi­so per aree tema­tic­he, che ne illus­tra­no la vari­ega­ta pro­du­zi­one. Oltre a dipin­ti, tem­pe­re, acqu­erel­li, diseg­ni, scul­tu­re e cera­mic­he (tra le quali 12 por­cel­la­ne del­la serie Parler Seul reali­zza­te per il poema di Tristan Zara) anc­he una serie di ope­re gra­fic­he, libri e documenti.

Miró pit­to­re

Protagonista dell’arte del nove­cen­to, insi­eme a Picasso e Dalì è par­te di quel­la tri­ade di artis­ti spag­no­li che han­no cam­bi­ato la sto­ria dell’arte. Dei tre, Miró rap­pre­sen­ta la par­te più ludi­ca e gioiosa: con le sue esplo­si­oni di colo­re e con i suoi seg­ni in liber­tà, ci tras­por­ta in un mon­do fan­tas­ti­co e fan­ci­ul­les­co. I suoi dipin­ti ad olio, acri­li­co, ma soprat­tut­to ad inc­hi­os­tri colo­ra­ti, sono libe­ra­to­ri e sem­pre in bili­co tra figu­ra­zi­one e astrattismo.

Miró lito­gra­fo

La gra­fi­ca ha appa­ssi­ona­to Miró per tut­ta la vita: in ques­ta sezi­one sono espos­te acqu­efor­ti, lito­gra­fie e spe­ri­men­ta­zi­oni gra­fic­he a caval­lo tra gli anni ‘50 e gli anni ‘90.

Miró e Derrière le Miroir

Pensata ed edi­ta­ta da Aimé Maeght, la rivis­ta Derrière le Miroir ha ospi­ta­to alcu­ne del­le più impor­tan­ti per­so­na­lità del mon­do dell’arte inter­na­zi­ona­le. Miró è sta­to uno dei gran­di pro­ta­go­nis­ti del­la rivis­ta, per la quale ha reali­zza­to impor­tan­ti ope­re grafiche.

Miró e la poesia

Mirò ha illus­tra­to libri di poesia e rac­con­ti. I ver­si di Tristan Tzara, Prevert e di altri cele­bri scrit­to­ri e poeti lo han­no ispi­ra­to a cre­are pagi­ne come quel­le per “Parler Seul” che riman­go­no tra le sue più rius­ci­te collaborazioni.

Miró Manifesto

Le ope­re di Mirò han­no una valen­za gra­fi­ca che le ren­de par­ti­co­lar­men­te effi­ca­ci dal pun­to di vis­ta comu­ni­ca­ti­vo. Ricercatissimi dal mon­do del col­le­zi­oni­smo i suoi mani­fes­ti, gene­ral­men­te reali­zza­ti in stam­pa lito­gra­fi­ca si avval­go­no dell’opera di Mourlot, uno dei più gran­di stam­pa­to­ri d’arte a livel­lo mondiale.

Miró e la ceramica

Oltre alla sto­ri­ca col­la­bo­ra­zi­one con il cele­bre cera­mis­ta Artigas, il lavo­ro di Miró ha tro­va­to espre­ssi­one nel­le por­cel­la­ne di Bernardaud: ope­re raf­fi­na­te più che sem­pli­ce eser­ci­zio decorativo.

Miró e la musica

Negli anni Ottanta, Mirò è invi­ta­to a reali­zza­re per la Biennale di Venezia sce­ne e cos­tu­mi dell’opera “L’uccello Luce“ musi­ca­ta da Silvano Bussotti. In ques­ta sezi­one del­la mos­tra sono espos­ti in fac-simi­le una serie di ques­ti diseg­ni, oltre a cover per vini­li musi­ca­li, come quel­le di Maria Bonet Del Mar e quel­la per Salvador Espriu/Raimon.

“La lin­gua dell’arte – ha dic­hi­ara­to Bonito Oliva, tra i cura­to­ri del­la mos­tra – è l’unica in gra­do di for­mu­la­re paro­le visi­ve capa­ci di attra­ver­sa­re ogni dif­fe­ren­za etni­ca, soci­ale e reli­gi­osa, in quan­to essa ste­ssa si pone nel­la con­di­zi­one di poter tota­li­zza­re den­tro di sé ogni possi­bi­lità e ogni impo­ssi­bi­lità. I modi sono quel­li di un lin­gu­ag­gio che accet­ta ogni con­ta­mi­na­zi­one e non cre­de più ai piani alti e bassi del­la cul­tu­ra, che vuole col­ma­re ogni sci­ssi­one. Per far­lo adot­ta lo sti­le del­la sci­ssi­one, la fran­tu­ma­zi­one del seg­no, l’alterazione dell’eleganza e del gar­bo, accet­ta l’accento for­te di un’espressione che vuole far­si sen­ti­re in tut­te le sue lacerazioni”.

“Omaggio a Miró” è pro­dot­ta da Navigare Srl con la co-pro­du­zi­one di Diffusione Cultura Srl. Realizzata insi­eme ad Art Book Web, è pro­mo­ssa dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche del­la Cultura e del Turismo, con il sup­por­to del Trieste Convention & Visitors Bureau e PromoTurismoFVG. Allestita nel­la Sala Scarpa del Museo Revoltella (via Diaz 27), è visi­ta­bi­le da lunedì a vener­dì dal­le 09.00 alle 19.00, saba­to, dome­ni­ca e fes­ti­vi dal­le 09.00 alle 20.00 (chi­usa il martedi).