Dipinti, ceramiche, litografie, grafica e illustrazioni al civico Museo Revoltella fino al 24 settembre
L’Omaggio di Trieste a Mirò
Testo e fotografie di Luisa SORBONE
Curata da Achille Bonito Oliva, Maïthé Vallès-Bled e Vincenzo Sanfo, “Omaggio a Miró”, in Sala Scarpa del Museo Revoltella a Trieste, propone circa 80 opere tra dipinti, tempere, acquerelli, disegni, sculture e ceramiche provenienti da musei francesi e collezionisti privati. Al primo piano la sorprendente sala multimediale, in perfetta sintonia con lo spirito giocoso dell’artista catalano. Da non perdere.
Le opere, che resteranno esposte ancora per poco, coprono 60 anni della carriera di Miró, dal 1924 al 1981. Documentano la trasformazione del suo linguaggio pittorico a partire dalla prima metà degli anni ’20 e le sue metamorfosi artistiche nel campo del disegno, della pittura, del collage e della tappezzeria.
Alcune opere provengono da importanti collezionisti e gallerie parigine. Come “Femme aux trois Cheveux”, della serie Constellation (1975, olio su tela) proprietà di Helene Bailly, “ Signes et Figurations” (1935, acquarello, inchiostro e iscrizioni su carta) proveniente dalla Galerie de la Présidence, “Personnage dans la Nuit III” (1965, matita grassa, acquarello, guache e lavaggio su carta), “Deux Personnages” (1937, olio, guazzo e acquarello su carta) e un acquarello, carboncino e matita su carta, senza titolo, del 1949, tutti provenienti da collezioni private della Galerie Lelong.
“La mostra a Trieste – ha commentato Vincenzo Sanfo – è stata pensata e realizzata su misura per gli spazi del Revoltella. Inserito nel contesto dei surrealisti, Mirò è il meno surrealista dei suoi compagni di strada, essendo lontano da quei rimandi al sesso, alla stravaganza tout-court, al desiderio di stupire tipico del mondo surrealista. Le immagini che lo ritraggono ci tramandano il sorriso di un uomo semplice, solare, divertente, esattamente come la sua pittura. Uomo colto, amante della bella musica, della poesia, della serena vita famigliare, Mirò e quanto ognuno di noi sognerebbe di essere. Una rilettura più attenta e aggiornata può invece collocarlo in quell’universo attraversato dai gesti pittorici di Pollock, dalle visioni intellettuali di Wols o dalle espressioni poetiche di Klee. La mostra a Trieste vuole dare spazio quindi non solo alla gioia di attraversare un modo di vivere l’arte in maniera intellettualmente ludica, ma può far riflettere sulla giusta collocazione di Mirò nella storia dell’arte”.
Le sezioni
Mirò sognatore, creativo e soprattutto artista poliedrico. Il percorso espositivo è suddiviso per aree tematiche, che ne illustrano la variegata produzione. Oltre a dipinti, tempere, acquerelli, disegni, sculture e ceramiche (tra le quali 12 porcellane della serie Parler Seul realizzate per il poema di Tristan Zara) anche una serie di opere grafiche, libri e documenti.
Miró pittore
Protagonista dell’arte del novecento, insieme a Picasso e Dalì è parte di quella triade di artisti spagnoli che hanno cambiato la storia dell’arte. Dei tre, Miró rappresenta la parte più ludica e gioiosa: con le sue esplosioni di colore e con i suoi segni in libertà, ci trasporta in un mondo fantastico e fanciullesco. I suoi dipinti ad olio, acrilico, ma soprattutto ad inchiostri colorati, sono liberatori e sempre in bilico tra figurazione e astrattismo.
Miró litografo
La grafica ha appassionato Miró per tutta la vita: in questa sezione sono esposte acqueforti, litografie e sperimentazioni grafiche a cavallo tra gli anni ‘50 e gli anni ‘90.
Miró e Derrière le Miroir
Pensata ed editata da Aimé Maeght, la rivista Derrière le Miroir ha ospitato alcune delle più importanti personalità del mondo dell’arte internazionale. Miró è stato uno dei grandi protagonisti della rivista, per la quale ha realizzato importanti opere grafiche.
Miró e la poesia
Mirò ha illustrato libri di poesia e racconti. I versi di Tristan Tzara, Prevert e di altri celebri scrittori e poeti lo hanno ispirato a creare pagine come quelle per “Parler Seul” che rimangono tra le sue più riuscite collaborazioni.
Miró Manifesto
Le opere di Mirò hanno una valenza grafica che le rende particolarmente efficaci dal punto di vista comunicativo. Ricercatissimi dal mondo del collezionismo i suoi manifesti, generalmente realizzati in stampa litografica si avvalgono dell’opera di Mourlot, uno dei più grandi stampatori d’arte a livello mondiale.
Miró e la ceramica
Oltre alla storica collaborazione con il celebre ceramista Artigas, il lavoro di Miró ha trovato espressione nelle porcellane di Bernardaud: opere raffinate più che semplice esercizio decorativo.
Miró e la musica
Negli anni Ottanta, Mirò è invitato a realizzare per la Biennale di Venezia scene e costumi dell’opera “L’uccello Luce“ musicata da Silvano Bussotti. In questa sezione della mostra sono esposti in fac-simile una serie di questi disegni, oltre a cover per vinili musicali, come quelle di Maria Bonet Del Mar e quella per Salvador Espriu/Raimon.
“La lingua dell’arte – ha dichiarato Bonito Oliva, tra i curatori della mostra – è l’unica in grado di formulare parole visive capaci di attraversare ogni differenza etnica, sociale e religiosa, in quanto essa stessa si pone nella condizione di poter totalizzare dentro di sé ogni possibilità e ogni impossibilità. I modi sono quelli di un linguaggio che accetta ogni contaminazione e non crede più ai piani alti e bassi della cultura, che vuole colmare ogni scissione. Per farlo adotta lo stile della scissione, la frantumazione del segno, l’alterazione dell’eleganza e del garbo, accetta l’accento forte di un’espressione che vuole farsi sentire in tutte le sue lacerazioni”.
“Omaggio a Miró” è prodotta da Navigare Srl con la co-produzione di Diffusione Cultura Srl. Realizzata insieme ad Art Book Web, è promossa dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con il supporto del Trieste Convention & Visitors Bureau e PromoTurismoFVG. Allestita nella Sala Scarpa del Museo Revoltella (via Diaz 27), è visitabile da lunedì a venerdì dalle 09.00 alle 19.00, sabato, domenica e festivi dalle 09.00 alle 20.00 (chiusa il martedi).





















