“Sebastião Salgado. Amazônia” – Un invito a riscoprire e proteggere uno dei tesori più preziosi del nostro pianeta

Testo di Luisa SORBONE • Fotografie di Sebastião SALGADO e L. S.

04.06.2024

È un po’ come entra­re in un mon­do mis­te­ri­oso, dove imma­gi­ni, luci e suoni man­da­no ai sen­si messag­gi pri­mor­di­ali e per ques­to rico­nos­ci­bi­li. Amazônia di Sebastião Salgado è un un viag­gio nel­la vari­età del­la fores­ta ama­zzo­ni­ca bra­si­li­ana. Un pro­get­to dura­to set­te anni, duran­te i quali il foto­gra­fo bra­si­li­ano ha esplo­ra­to e docu­men­ta­to con scat­ti artis­ti­ci i mera­vi­gli­osi sce­na­ri di una natu­ra sel­vag­gia e incontaminata.

Amazônia, dopo Roma e Milano, è appro­da­ta alcu­ni mesi fa al Salone degli Incanti di Trieste ed è visi­ta­bi­le fino al 13 otto­bre prossimo.

Un’esperienza immer­si­va e sensoriale

Sono più di duecen­to le foto­gra­fie, accom­pag­na­te da video-inter­vis­te ai leader del­le comu­nità autoc­to­ne. I suoni sono quel­li del­le music­he cre­ate da Jean-Michel Jarre per ripro­dur­re le voci del­la fores­ta plu­vi­ale: il frus­cio degli albe­ri, il rumo­re del­l’acqua, il can­to degli uccel­li. In sot­to­fon­do i can­ti degli indi­ge­ni, pro­ve­ni­en­ti dagli arc­hi­vi sono­ri del Museo di Etnografia di Ginevra.

Onãtxo e Thõwero, rispettivamente figlia e nipote di Winko Asháninka, con i figli. Territorio indigeno Kampa do Rio Amônea, Stato di Acre, 2016

Onãtxo e Thõwero, ris­pet­ti­va­men­te figlia e nipo­te di Winko Asháninka, con i figli. Territorio indi­ge­no Kampa do Rio Amônea, Stato di Acre, 2016, © Sebastião SALGADO

Due i temi prin­ci­pa­li del­la mos­tra. Il pri­mo esplo­ra i paesag­gi mozza­fi­ato dell’Amazzonia, con sezi­oni dedi­ca­te alle vedu­te aeree di mon­tag­ne, arci­pe­lag­hi, cas­ca­te, fores­te e di “fiumi volan­ti”, i fiumi aerei più gran­di del Rio del­le Amazzoni gene­ra­ti dal­l’u­mi­dità del­l’acqua che gli albe­ri dis­per­do­no ogni gior­no nell’aria.

 

L’altro ci rive­la i vol­ti e il suono del­le voci del­le popo­la­zi­oni indi­ge­ne del­la regi­one. Al cen­tro del­l’al­les­ti­men­to, tre allog­gi­amen­ti rap­pre­sen­ta­no le tra­di­zi­ona­li case indi­ge­ne “ocas” e ospi­ta­no cen­to foto­gra­fie e video inter­vis­te di leader indi­ge­ni dei grup­pi Awa-Guajá, Marubo, Korubo, Waurá, Kamayurá, Kuikuro, Suruwahá, Asháninka, Yawanawá, Yanomami, Macuxi e Zo’é.

Due sale di pro­iezi­one com­ple­ta­no l’es­po­si­zi­one: una con imma­gi­ni paesag­gis­tic­he accom­pag­na­te dal poema sin­fo­ni­co “Erosão” di Heitor Villa-Lobos, e l’al­tra con ritrat­ti di don­ne e uomi­ni indi­ge­ni, sul­le music­he del musi­cis­ta bra­si­li­ano Rodolfo Stroeter.

Nello spa­zio espo­si­ti­vo è pre­sen­te un ango­lo dedi­ca­to a non veden­ti e ipo­ve­den­ti: con il libro foto­gra­fi­co “Amazônia Touch”, fat­to di imma­gi­ni tat­ti­li su las­tre di otto­ne, e con 21 tavo­le in resi­na acri­li­ca e mine­ra­li naturali.

Un tem­po “Inferno Verde”, oggi rico­nos­ci­uta ines­ti­ma­bi­le teso­ro naturale

“Questa mos­tra – affer­ma Sebastião Salgado – vuole ricre­are l’ambiente del­la fores­ta ama­zzo­ni­ca, che ho vissu­to, docu­men­ta­to e foto­gra­fa­to per set­te anni, dan­do la possi­bi­lità al visi­ta­to­re di imme­de­si­mar­si e immer­ger­si sia nel­la sua vege­ta­zi­one rigo­gli­osa sia nel­la quoti­di­anità del­le popo­la­zi­oni nati­ve. È res­pon­sa­bi­lità di ogni sin­go­lo esse­re uma­no del piane­ta pren­de­re par­te alla tute­la di ques­to patri­mo­nio immen­so che ris­c­hia di scom­pa­ri­re, affin­c­hé la vita e la natu­ra possa­no sot­trar­si a ulte­ri­ori epi­so­di di dis­tru­zi­one e depredazione.”

Giorgio Rossi, asse­sso­re alle Politiche del­la Cultura e del Turismo, sot­to­li­nea l’im­por­tan­za del messag­gio di Salgado, che invi­ta a un rin­no­va­to impeg­no per la sal­va­gu­ar­dia del piane­ta e dei valo­ri di convi­ven­za e ris­pet­to del­la natu­ra. “La mos­tra “Amazônia” rap­pre­sen­ta un impor­tan­te ric­hi­amo alla res­pon­sa­bi­lità col­let­ti­va ver­so la con­ser­va­zi­one dell’ambiente”.

Rio Jaú. Stato di Amazonas, Brasile, 2019, © Sebastião SALGADO

Curatrice  del­la mos­tra è Lélia Wanick Salgado, com­pag­na di vita e lavo­ro del cele­bre foto­gra­fo bra­si­li­ano. “Disegnando Amazônia – spi­ega – ho volu­to cre­are un ambi­en­te in cui il visi­ta­to­re si sen­ti­sse all’interno del­la fores­ta, inte­gra­to con la sua esu­be­ran­te vege­ta­zi­one e con la vita quoti­di­ana del­le popo­la­zi­oni indi­ge­ne. La mia idea era quel­la di pre­sen­ta­re ques­te imma­gi­ni, accom­pag­na­te da tes­ti per­ti­nen­ti, in modo da sot­to­li­ne­are la bel­le­zza di ques­ta natu­ra e dei suoi abi­tan­ti, non­c­hé la sua dimen­si­one eco­lo­gi­ca e umana.”

Roberto Koch, edi­to­re di Contrasto, met­te l’ac­cen­to sul con­tri­bu­to di Salgado alla divul­ga­zi­one sci­en­ti­fi­ca e uma­nis­ti­ca attra­ver­so la foto­gra­fia. “Sebastião Salgado – ha det­to – maes­tro del­la divul­ga­zi­one sci­en­ti­fi­ca ed eco­no­mi­ca, ci ha inseg­na­to che con la foto­gra­fia possi­amo capi­re il mon­do, per­cor­rer­lo, com­pren­de­re i suoi dram­mi pro­fon­di e la sua bel­le­zza incon­ta­mi­na­ta. Con le sue foto­gra­fie posso­no esse­re il modo migli­ore per spi­ega­re le fra­gi­lità da difendere”.

Indiana Yawanawá. Stato di Acre, Brasile, 2016., © Sebastião SALGADO

La mos­tra “Sebastião Salgado. Amazônia” è pro­mo­ssa dal Comune di Trieste con il sup­por­to di PromoTurismoFVG e del Trieste Convention and Visitors Bureau. L’evento è orga­ni­zza­to da Civita Mostre e Musei e Contrasto. Zurich è il glo­bal part­ner del tour inter­na­zi­ona­le, Illycaffè è part­ner per Trieste.

Amazônia è al Salone degli Incanti di Trieste fino al 13 otto­bre. Gli ora­ri in vigo­re dal 1 giug­no al 13 otto­bre 2024: lunedì, mer­co­ledì, giovedì, vener­dì, saba­to e dome­ni­ca, dal­le ore 11.00 alle 20.00. Martedì è il gior­no di chiusura.

Gli ora­ri in vigo­re dal 1 giug­no al 13 otto­bre 2024: lunedì, mer­co­ledì, giovedì, vener­dì, saba­to e dome­ni­ca, dal­le ore 11.00 alle 20.00. Martedì è il gior­no di chiusura.