“Sebastião Salgado. Amazônia” – Un invito a riscoprire e proteggere uno dei tesori più preziosi del nostro pianeta
Testo di Luisa SORBONE • Fotografie di Sebastião SALGADO e L. S.
È un po’ come entrare in un mondo misterioso, dove immagini, luci e suoni mandano ai sensi messaggi primordiali e per questo riconoscibili. Amazônia di Sebastião Salgado è un un viaggio nella varietà della foresta amazzonica brasiliana. Un progetto durato sette anni, durante i quali il fotografo brasiliano ha esplorato e documentato con scatti artistici i meravigliosi scenari di una natura selvaggia e incontaminata.
Amazônia, dopo Roma e Milano, è approdata alcuni mesi fa al Salone degli Incanti di Trieste ed è visitabile fino al 13 ottobre prossimo.
Un’esperienza immersiva e sensoriale
Sono più di duecento le fotografie, accompagnate da video-interviste ai leader delle comunità autoctone. I suoni sono quelli delle musiche create da Jean-Michel Jarre per riprodurre le voci della foresta pluviale: il fruscio degli alberi, il rumore dell’acqua, il canto degli uccelli. In sottofondo i canti degli indigeni, provenienti dagli archivi sonori del Museo di Etnografia di Ginevra.
Onãtxo e Thõwero, rispettivamente figlia e nipote di Winko Asháninka, con i figli. Territorio indigeno Kampa do Rio Amônea, Stato di Acre, 2016, © Sebastião SALGADO
Due i temi principali della mostra. Il primo esplora i paesaggi mozzafiato dell’Amazzonia, con sezioni dedicate alle vedute aeree di montagne, arcipelaghi, cascate, foreste e di “fiumi volanti”, i fiumi aerei più grandi del Rio delle Amazzoni generati dall’umidità dell’acqua che gli alberi disperdono ogni giorno nell’aria.
L’altro ci rivela i volti e il suono delle voci delle popolazioni indigene della regione. Al centro dell’allestimento, tre alloggiamenti rappresentano le tradizionali case indigene “ocas” e ospitano cento fotografie e video interviste di leader indigeni dei gruppi Awa-Guajá, Marubo, Korubo, Waurá, Kamayurá, Kuikuro, Suruwahá, Asháninka, Yawanawá, Yanomami, Macuxi e Zo’é.
Due sale di proiezione completano l’esposizione: una con immagini paesaggistiche accompagnate dal poema sinfonico “Erosão” di Heitor Villa-Lobos, e l’altra con ritratti di donne e uomini indigeni, sulle musiche del musicista brasiliano Rodolfo Stroeter.
Nello spazio espositivo è presente un angolo dedicato a non vedenti e ipovedenti: con il libro fotografico “Amazônia Touch”, fatto di immagini tattili su lastre di ottone, e con 21 tavole in resina acrilica e minerali naturali.
Un tempo “Inferno Verde”, oggi riconosciuta inestimabile tesoro naturale
“Questa mostra – afferma Sebastião Salgado – vuole ricreare l’ambiente della foresta amazzonica, che ho vissuto, documentato e fotografato per sette anni, dando la possibilità al visitatore di immedesimarsi e immergersi sia nella sua vegetazione rigogliosa sia nella quotidianità delle popolazioni native. È responsabilità di ogni singolo essere umano del pianeta prendere parte alla tutela di questo patrimonio immenso che rischia di scomparire, affinché la vita e la natura possano sottrarsi a ulteriori episodi di distruzione e depredazione.”
Giorgio Rossi, assessore alle Politiche della Cultura e del Turismo, sottolinea l’importanza del messaggio di Salgado, che invita a un rinnovato impegno per la salvaguardia del pianeta e dei valori di convivenza e rispetto della natura. “La mostra “Amazônia” rappresenta un importante richiamo alla responsabilità collettiva verso la conservazione dell’ambiente”.
Rio Jaú. Stato di Amazonas, Brasile, 2019, © Sebastião SALGADO
Curatrice della mostra è Lélia Wanick Salgado, compagna di vita e lavoro del celebre fotografo brasiliano. “Disegnando Amazônia – spiega – ho voluto creare un ambiente in cui il visitatore si sentisse all’interno della foresta, integrato con la sua esuberante vegetazione e con la vita quotidiana delle popolazioni indigene. La mia idea era quella di presentare queste immagini, accompagnate da testi pertinenti, in modo da sottolineare la bellezza di questa natura e dei suoi abitanti, nonché la sua dimensione ecologica e umana.”
Roberto Koch, editore di Contrasto, mette l’accento sul contributo di Salgado alla divulgazione scientifica e umanistica attraverso la fotografia. “Sebastião Salgado – ha detto – maestro della divulgazione scientifica ed economica, ci ha insegnato che con la fotografia possiamo capire il mondo, percorrerlo, comprendere i suoi drammi profondi e la sua bellezza incontaminata. Con le sue fotografie possono essere il modo migliore per spiegare le fragilità da difendere”.
Indiana Yawanawá. Stato di Acre, Brasile, 2016., © Sebastião SALGADO
La mostra “Sebastião Salgado. Amazônia” è promossa dal Comune di Trieste con il supporto di PromoTurismoFVG e del Trieste Convention and Visitors Bureau. L’evento è organizzato da Civita Mostre e Musei e Contrasto. Zurich è il global partner del tour internazionale, Illycaffè è partner per Trieste.
Amazônia è al Salone degli Incanti di Trieste fino al 13 ottobre. Gli orari in vigore dal 1 giugno al 13 ottobre 2024: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica, dalle ore 11.00 alle 20.00. Martedì è il giorno di chiusura.
Gli orari in vigore dal 1 giugno al 13 ottobre 2024: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica, dalle ore 11.00 alle 20.00. Martedì è il giorno di chiusura.






