La violenza sulla donna e il mondo degli adolescenti : l’intervista a Giuliana Facchini

“Sono nata e cresciuta a Roma, ma ora vivo con la mia famiglia vicino al lago di Garda. Mi piace leggere e mi piace raccontare. Ho sempre narrato ai miei figli storie avventurose, con il tempo quelle storie sono diventate romanzi per ragazzi”. Giuliana Facchini è scrittrice di professione, è autrice di 14 romanzi che raccontano il mondo degli adolescenti, ragazzi e ragazze, di storie che accadono o che potrebbero accadere.

Con “Invisibile”, nel 2012 , si è aggiudicata il premio Arpino Sezione inediti, con “Il segreto del manoscritto” il premio Giovanna Righini Ricci nel 2016 e con “Perduti fra le montagne” il premio letterario Montessori nel 2008. Mercoledì 8, presso la Biblioteca civica di Pola ha presentato il suo “Se la tua unica colpa è di essere bella”, uscito per Feltrinelli nel 2018.

Il tema principale di “Se la tua colpa è essere bella” è la violenza sulle donne. Ma il punto di vista nel romanzo è lasciato ad un ragazzo, Valerio. A cosa risponde questa scelta narrativa?

Era importante che fosse un ragazzo a parlare, dando una chiave di lettura coerente con la realtà e offrendo una possibilità in più nell’affrontare il problema. Soprattutto era importante trovare un modo di raccontare un tema come quello della violenza sulle donne prendendo le distanze da un’ottica essenzialmente femminile, anche dalla mia.

Hai affrontato il tema della violenza anche in altri libri. Un argomento molto attuale e che tu tratti con molta sensibilità. Ci sono motivazioni particolari che ti hanno spinto ad occupartene?

E’ stata un po’ una catena. Tutto è nato con “Chiamarlo amore non si può”, una raccolta di 23 racconti, tra i quali anche il mio, nata per spiegare ai ragazzi e alle ragazze il significato dell’amore e del rispetto, per far loro imparare che amare non vuol dire sopraffazione ma consentire all’altro di essere stesso. A contatto con il mondo degli adolescenti e ascoltando le loro domande, mi sono sentita motivata a scrivere un romanzo come “Se la tua colpa è essere bella”. Sono convinta che quello della violenza sia un aspetto sociale di cui si debba parlare, questo fa parte della mia sensibilità.

In questo romanzo la violenza è il filo conduttore del romanzo. Ma le espressioni di quella violenza non vengono mai descritte.

Noi scrittori possiamo raccontare in modo freddo e molto realistico quello che accade, possiamo anche decidere di scendere nei particolari con la speranza che questi messaggi arrivino al lettore adolescente come un pugno e lo facciano reagire. Oppure possiamo fare una scelta diversa: dare vita a personaggi che passano in mezzo alla tempesta e che la superano. Raccontando la storia di una ragazza che è consapevole di essere arrivata al limite di un baratro e che rende partecipe dell’accaduto i suoi compagni, ho voluto portare l’attenzione sui principi e sul significato della violenza. Anche un commento o un apprezzamento volgare sul corpo di una ragazza sono violazioni profonde: su questa consapevolezza si costruisce la cultura del rispetto.

Un sentimento positivo pervade la tua narrazione, quello della solidarietà tra i giovani. Tu hai molta fiducia nelle loro potenzialità?

Si, ci credo fortemente. E’importante che noi adulti crediamo nei giovani e li supportiamo con la fiducia, altrimenti non la troveranno in loro stessi. Non sono pochi i ragazzi che si dedicano al volontariato, fanno gruppo con i compagni e si battono per qualcosa in cui credono: ne ho incontrati tantissimi. Purtroppo di questo non si parla spesso, soprattutto sui giornali, e a volte siamo anche noi adulti a non prestarvi attenzione.

Quale messaggio lanceresti ai ragazzi per invogliarli a leggere di più?

Leggere un romanzo significa fare un’esperienza, è un grande esercizio di libertà all’interno di una storia che, se è una buona storia, lascia sicuramente dei segni. Perché un libro è di chi lo legge e non di chi lo scrive e ogni lettura è intima e personale. Ai ragazzi, oltre al tempo, manca una cultura della lettura, così vengono privilegiate altre cose. Per mia esperienza ho constatato che spesso basta dare ai giovani i libri giusti per stimolarli a leggere: nelle scuole e nei gruppi di lettura, i ragazzi che vengono messi in condizione di esprimere le loro osservazioni si dimostrano molto maturi. Ritengo sia anche importante mettere a loro disposizione tematiche contemporanee in grado di interessarli, per poi accompagnarli alla lettura di testi più complessi. Anche il luogo in cui si legge è importante. E a questo proposito devo dirvi che sono molto felice di essere qui, a Pola, in questa bella biblioteca. Soprattutto mi rende felice vedere la cura con cui ci si adopera per far arrivare i libri ai ragazzi. Purtroppo non siamo tanti a farlo, ma, come si dice, una goccia dopo l’altra fa un mare. E il vostro mare è bellissimo!

Testo Luisa SORBONE

Fotografie L. SORBONE e Biblioteca civica cittadina di Pola

One Response to “La violenza sulla donna e il mondo degli adolescenti : l’intervista a Giuliana Facchini”

  1. giuliana says:
    13th May 2019 at 14:50

    Grazie!
    Giuliana

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