LETS, quel motivo in più – a colloquio con il direttore Riccardo Cepach

Testo e fotografie di Luisa SORBONE

06.03.2026.

Perfetta per una gita fuori por­ta, maga­ri shop­ping inclu­so. Per un capo in b in Piazza Unità, per una cena in trat­to­ria o per foto­gra­fa­re il mare sul Molo Audace. Trieste res­ta una cit­tà, o un non-luogo come direb­be Jan Morris, che con­ti­nua a eser­ci­ta­re il suo fas­ci­no mit­te­le­uro­peo e mul­ti­cul­tu­ra­le su chi ci passa e pro­vi­ene da ogni dove. Tanti i moti­vi, insom­ma, per anda­re a Trieste, anc­he dall’Istria.

Da due anni a ques­ta par­te, pre­ci­sa­men­te dal 12 set­tem­bre 2024, di moti­vi ce n’è uno in più. Basta passeg­gi­are lun­go le stra­de del cen­tro per accor­ger­si di come la cit­tà abbia un rap­por­to vivo con il mon­do del­la scrit­tu­ra e con i let­te­ra­ti che l’han­no abi­ta­ta. Non solo per via del­le scul­tu­re e tar­g­he com­me­mo­ra­ti­ve dedi­ca­te a Italo Svevo, James Joyce e Umberto Saba. Anche per il nume­ro, fol­ti­ssi­mo, di appun­ta­men­ti con l’a­uto­re, per i caf­fè let­te­ra­ri come il San Marco, e per le tan­te libre­rie, gran­di, pic­co­le, moder­ne e sto­ric­he, ad esem­pio la Libreria Antiquaria Umberto Saba, dove lo scrit­to­re visse e lavorò.

È pro­prio da ques­ta viva­cità di voci che pren­de for­ma quel “moti­vo in più”. Si tro­va in Piazza Hortis, cuore sto­ri­co di Trieste, di fron­te alla scul­tu­ra in bron­zo che raf­fi­gu­ra Italo Svevo. Si chi­ama LETS, acro­ni­mo di LETTERATURA TRIESTE che, con toc­co anglo­sa­sso­ne, diven­ta già un invi­to. “Più uno spa­zio nar­ra­ti­vo che un museo”, così l’han­no defi­ni­to. E infat­ti entra­re a LETS è un po’ come entra­re in un rac­con­to. Non in una sala espo­si­ti­va dove la let­te­ra­tu­ra è un monu­men­to da spi­ega­re. Piuttosto den­tro una gran­de tela, che intrec­cia quei fili di sto­ria, lin­gue e biogra­fie che han­no attra­ver­sa­to il Novecento euro­peo. LETS è insom­ma uno spa­zio che sa rac­con­ta­re la voca­zi­one di Trieste per la paro­la scrit­ta, sen­za tra­sfor­mar­la in eser­ci­zio acca­de­mi­co. Una real­tà sor­pren­den­te per una cit­tà come che non rag­gi­un­ge i 200 mila abi­tan­ti. Ne abbi­amo par­la­to con il suo ide­ato­re, res­pon­sa­bi­le sci­en­ti­fi­co e cura­to­re Riccardo Cepach. “Effettivamente i musei che cer­ca­no di rac­con­ta­re la let­te­ra­tu­ra di un ter­ri­to­rio non sono così frequ­en­ti. Ne esis­to­no poc­hi in tut­ta Europa. C’è Spazi900 alla Biblioteca Nazionale di Roma, ce n’è uno a Vienna, un altro a Dublino, per cita­re i più conos­ci­uti, ma sti­amo par­lan­do di espe­ri­en­ze abbas­tan­za rare, che gene­ral­men­te nas­co­no nel­le gran­di capi­ta­li. D’altra par­te un museo di let­te­ra­tu­ra deve ave­re un ter­ri­to­rio che val­ga la pena di esse­re rac­con­ta­to da quel pun­to di vis­ta. E Trieste ha una sto­ria let­te­ra­ria che ogget­ti­va­men­te è stra­or­di­na­ria in rap­por­to al ter­ri­to­rio e alla popo­la­zi­one: cit­tà rela­ti­va­men­te pic­co­la dove sono ci sono sta­ti e ci sono tut­to­ra scrit­to­ri mol­to importanti”.

Un museo inclusivo

“Viene mol­to appre­zza­to il fat­to che si trat­ti di un alles­ti­men­to abbas­tan­za inclu­si­vo, che cer­ca di par­la­re in mani­era sem­pli­ce e accat­ti­van­te” – ci dice Cepach.

E, infat­ti, LETS non ric­hi­ede com­pe­ten­ze spe­ci­alis­tic­he, ma tan­ta curi­osità. È un museo che par­la per meta­fo­re: “L’edicola del­la sto­ria” per rac­con­ta­re la sto­ria, “La libre­ria degli scrit­to­ri” per rac­con­ta­re gli scrit­to­ri, “Il cine­ma­to­gra­fo del­le sto­rie” per rac­con­ta­re i libri da cui i film sono tratti.

E poi, natu­ral­men­te, i tre auto­ri prin­ci­pa­li, Svevo, Joyce e Saba. All’interno del­le sezi­oni a loro dedi­ca­te, le situ­azi­oni cre­ate diven­ta­no stra­ta­gem­mi nar­ra­ti­vi. Come il salot­to del­la psi­co­ana­li­si con anne­sso let­ti­no su cui sdra­iar­si las­ci­an­do­si guida­re dai con­te­nu­ti di un video. O come la ricos­tru­zi­one del­la cuci­na di Saba – mobi­li, sedie e tavo­lo – dove è possi­bi­le ascol­ta­re la voce del­lo scrit­to­re tri­es­ti­no muoven­do dei cubi. “Il visi­ta­to­re tipo? Persone spe­sso non giova­ni­ssi­me, in cop­pia, in pic­co­li grup­pi o sin­go­lar­men­te. Un baci­no di uten­za nume­ri­ca­men­te mol­to sig­ni­fi­ca­ti­vo che è quel­lo del­le sco­la­res­c­he, tra mar­zo e fine mag­gio. Molti i visi­ta­to­ri dal­l’es­te­ro, anc­he qui sin­go­li e scolaresche”.

La visi­ta

Nessun per­cor­so obbli­ga­to: a LETS ci si muove libe­ra­men­te, bas­ta segu­ire curi­osità e inte­re­ssi, cos­tru­en­do un “gran­de Lego” di rela­zi­oni tra tes­ti, imma­gi­ni, fil­ma­ti e ogget­ti. Proprio come si addi­ce a Trieste: cit­tà di con­fi­ne, plu­ra­le, intrec­ci­ata e popo­la­ta da mol­ti­tu­di­ni di cul­tu­re e identità.

Si può comin­ci­are dal­la sala tema­ti­ca prin­ci­pa­le, incon­tran­do gli auto­ri lega­ti alla cit­tà e le loro ope­re più rap­pre­sen­ta­ti­ve. La “Libreria degli Scrittori”, così si chi­ama, è strut­tu­ra­ta in modu­li che diven­ta­no luog­hi let­te­ra­ri. Irredentismi – La voce del Carso – I caf­fè let­te­ra­ri – Scrittura dei con­so­li – Letteratura in tedes­co – Letteratura in slo­ve­no – Letteratura in dialet­to – Imprese edi­to­ri­ali – La Frontiera – La Mitteleuropa? – Magico Realismo. Tutto tra scaf­fa­li, casset­ti e totem mul­ti­me­di­ali: dai cla­ssi­ci del­la let­te­ra­tu­ra tri­es­ti­na – Italo Svevo, Umberto Saba, James Joyce – a Scipio Slataper, Bobi Bazlen, Biagio Marin, Juan Ottavio Prenz, Fulvio Tomizza, Boris Pahor e, natu­ral­men­te, Claudio Magris, solo per citar­ne alcuni.

Proseguiamo. All’ “Edicola del­la Storia” rivi­vi­amo più di due seco­li di vicen­de cit­ta­di­ne, dal dici­ot­te­si­mo seco­lo a oggi. Un viag­gio a ritro­so, ricos­tru­ito attra­ver­so cita­zi­oni, car­to­li­ne d’epoca e rita­gli di gior­na­le, a tes­ti­mo­ni­are anco­ra una vol­ta come la sto­ria abbia for­te­men­te influ­en­za­to la vita cul­tu­ra­le triestina.

L’altra sala è il “Cinematografo del­le Storie”, dove let­te­ra­tu­ra e imma­gi­ni si unis­co­no e le sto­rie diven­ta­no film e serie tele­vi­si­ve: dal neo­re­alis­ta “Cuori sen­za fron­ti­ere” di Luigi Zampa, gira­to tra Gorizia, Santa Croce e Monrupino nel ’49 a “Va’ dove ti por­ta il cuore” di Cristina Comencini trat­to dal libro del­la scrit­tri­ce tri­es­ti­na Susanna Tamaro, fino alla serie più recen­te “La por­ta rossa” di Carmine Elia, inte­ra­men­te ambi­en­ta­ta a Trieste.

Musei nel Museo

I due musei dedi­ca­ti a Italo Svevo e James Joyce sono inte­gra­ti nel per­cor­so LETS.

“Sono i tes­ti­mo­ni­al che atti­ra­no mag­gi­or­men­te l’at­ten­zi­one dei visi­ta­to­ri. Sono anc­he gli auto­ri più rap­pre­sen­ta­ti­vi: il museo Svevo esis­te da tren­t’an­ni, il museo Joyce dal 2004”.

La sezi­one Svevo rac­co­glie manos­crit­ti, pri­me edi­zi­oni dei roman­zi e let­te­re per­so­na­li, tes­ti­mo­ni­an­ze pre­zi­ose che ci fan­no entra­re nel per­cor­so cre­ati­vo di ope­re come “Una vita”, “Senilità” e “La cos­ci­en­za di Zeno”. Sono espos­ti anc­he ogget­ti per­so­na­li e foto­gra­fie che rac­con­ta­no la vita del­lo scrit­to­re e del con­tes­to cul­tu­ra­le che lo ha ispi­ra­to. Alcuni scrit­ti appro­fon­dis­co­no il rap­por­to tra Svevo e altri intel­let­tu­ali dell’epoca, in par­ti­co­la­re con Joyce.

La sezi­one Joyce docu­men­ta il peri­odo tras­cor­so dal­lo scrit­to­re irlan­de­se a Trieste, con le pri­me edi­zi­oni dei suoi libri, let­te­re, appun­ti e foto­gra­fie. Le ins­tal­la­zi­oni mul­ti­me­di­ali ci mos­tra­no il suo meto­do di scrit­tu­ra e il lega­me con la cit­tà. In evi­den­za il rap­por­to con Svevo, con focus sull’influenza che Joyce ebbe sul­la pub­bli­ca­zi­one de “La cos­ci­en­za di Zeno”.

E, a pro­po­si­to di Svevo e Joyce, da non dimen­ti­ca­re le date cele­bra­te ogni anno, a LETS e in cit­tà: quel­la del 19 dicem­bre, data di nas­ci­ta di Italo Svevo, con “Buon Compleanno Svevo” e quel­la del “Bloomsday”, il 15 giug­no, quan­do a Dublino e in tut­to il mon­do si ricor­da la gior­na­ta rac­con­ta­ta nell’Ulisse di Joyce.

Poi c’è il Museo Saba. Anche qui tro­vi­amo let­te­re, manos­crit­ti e docu­men­ti ori­gi­na­li, accom­pag­na­ti da ins­tal­la­zi­oni mul­ti­me­di­ali ci fan­no attra­ver­sa­re la vita inte­ra del poeta tri­es­ti­no. Con una sin­go­la­rità: la poesia di Saba non solo la si leg­ge, la si può anc­he ascoltare.

A LETS suc­ce­de sem­pre qualcosa

“C’è buona reat­ti­vità del pub­bli­co alle nos­tre atti­vità, pre­sen­ta­zi­oni, incon­tri con l’a­uto­re, cor­si, conveg­ni. Si sta svi­lup­pan­do l’a­bi­tu­di­ne a frequ­en­ta­re LETS anc­he in ora­rio sera­le”. Oltre ai tan­ti incon­tri, LETS pro­po­ne anc­he per­cor­si urba­ni e grup­pi di let­tu­ra. Come il nuovo pro­get­to cul­tu­ra­le “PAIDEIA”, ’ini­zi­ati­va che ha pre­so il via lo scor­so 19 gen­na­io e che pre­ve­de appun­ta­men­ti a caden­za men­si­le. “Paideia sig­ni­fi­ca edu­ca­zi­one, quin­di si trat­ta di inter­ven­ti che han­no anc­he una valen­za edu­ca­ti­va. Abbiamo otte­nu­to dal Ministero un impor­tan­te con­tri­bu­to di 70.000 euro con il pro­get­to CEP, il pro­get­to di pro­mo­zi­one del­la let­tu­ra. Questo ci ha per­me­sso di orga­ni­zza­re tut­ta una serie di atti­vità e di cor­si, per esem­pio un cor­so di scrit­tu­ra con Giulio Mozzi e con inseg­nan­ti di pri­mi­ssi­mo livel­lo e di gran­de espe­ri­en­za. Ritornando al valo­re edu­ca­ti­vo del­la let­tu­ra, sono atti­vi e mol­to par­te­ci­pa­ti i grup­pi di let­tu­ra nel­la sede di LETS, alle bibli­otec­he civic­he di Madonna del Mare, i reading gro­up sull’Ulisse e quel­li sul­la let­te­ra­tu­ra con­tem­po­ra­nea. C’è insom­ma un’at­ti­vità cos­tan­te e mol­to vivace”

Alcuni dei pro­ssi­mi eventi

Un inte­re­sse, quel­lo per la let­te­ra­tu­ra tri­es­ti­na, che non è solo loca­le. Nei paesi d’ol­tral­pe, soprat­tut­to in quel­li fran­co­fo­ni, c’è gran­de atten­zi­one per gli auto­ri del nord est. A pro­po­si­to, for­se non tut­ti san­no che dal 2021 a Parigi esis­te una casa edi­tri­ce chi­ama­ta Triestiana édi­ti­ons che pub­bli­ca tra­du­zi­oni di auto­ri tri­es­ti­ni. Ma non è la sola. Per l’e­di­to­re Georg è da poco usci­to un libro di Cristophe Solioz sul­la let­te­ra­tu­ra del ter­ri­to­rio tri­es­ti­no e Albin Michel ha da poco pub­bli­ca­to “Retour à Trieste”, ver­si­one fran­ce­se di “Alma” di Federica Manzon (Premio Campiello 2024).

“L’interesse dei fran­ce­si per la let­te­ra­tu­ra del nos­tro ter­ri­to­rio – con­fer­ma Cepach – risa­le agli anni ’80. Pensiamo alla mos­tra Trouver Trieste del 1985 a Parigi o al libro su Saba di Franck Venaille. Da allo­ra sono sta­ti tan­ti i ser­vi­zi gior­na­lis­ti­ci appar­si sul­le tes­ta­te fran­ce­si. Anche France Culture ha fat­to uno spe­ci­ale sul­la let­te­ra­tu­ra tri­es­ti­na. Un inte­re­sse, insom­ma, che vale la pena rac­con­ta­re. Lo fare­mo il 19 mar­zo, duran­te la set­ti­ma­na del­la fran­co­fo­nia, in col­la­bo­ra­zi­one con l’Alliance Francaise e con l’Università di Trieste, in un incon­tro che spe­ro sarà inte­re­ssan­te e piace­vo­le. Subito dopo, il 21 mar­zo, gior­na­ta mon­di­ale del­la poesia, avre­mo la nuova edi­zi­one del Premio Saba, con il nuovo pre­mi­ato, di cui anco­ra non posso anco­ra rive­la­re il nome, ma che anc­he ques­t’an­no, come nel­le 5 pre­ce­den­ti edi­zi­oni, sarà un auto­re di pri­mi­ssi­mo livel­lo del­la sce­na poeti­ca ita­li­ana. Altri ospi­ti inte­re­ssan­ti il 2 e 3 apri­le: Enrico Terrinoni e Edoardo Camurri, che pre­sen­te­ran­no in tan­dem l’u­no il libro del­l’al­tro. E poi, anco­ra, in col­la­bo­ra­zi­one con il Museo del­la Moda, l’ap­pun­ta­men­to per cele­bra­re il com­ple­an­no di Anita Pittoni (la scrit­tri­ce, edi­tri­ce e pit­tri­ce tri­es­ti­na scom­par­sa nel 1982). Si arri­va così al Bloomsday del 16 giug­no, che res­ta tra gli appun­ta­men­ti più attesi”.

La visi­ta a LETS ter­mi­na qui, alme­no per oggi. Tanti anco­ra gli ango­li da inda­ga­re e i capi­to­li da apri­re. Una gior­na­ta è dav­ve­ro poco. Ma anc­he una bre­ve visi­ta è ser­vi­ta: a capi­re meglio per­c­hé Trieste è sta­ta ed è anco­ra una cit­tà di scrit­to­ri. Perché la let­te­ra­tu­ra può esse­re un’esperienza viva, mate­ria e rifle­sso dei luog­hi che quoti­di­ana­men­te attra­ver­si­amo. Forse, pro­prio ques­to, è il meri­to più gran­de di LETS.

LETS in Piazza Attilio Hortis 4 è a ingre­sso libe­ro, dal lunedì alla dome­ni­ca, con ora­ri 10:00 – 19:00 (chi­uso il mar­tedì). Sono possi­bi­li visi­te guida­te a paga­men­to. Le espo­si­zi­oni sono dis­po­ni­bi­li in più lingue.