Life in layers, Život u Slojevima, Strati di vita

I lavori di Jennifer Lawrence in mostra alla Galleria “El Magazein”

Testo e fotografie di Luisa SORBONE

13.07.2024

Resto sem­pre affas­ci­na­ta dal­l’i­dea che gli esse­ri uma­ni abbi­ano osser­va­to lo ste­sso mare per migli­aia e migli­aia di anni”. Jennifer Lawrence

Sono le fasi del­l’e­sis­te­re, quel­lo per­so­na­le e quel­lo seg­na­to dal­la Storia, il sog­get­to del­l’o­pe­ra artis­ti­ca di Jennifer Lawrence, la pit­tri­ce aus­tra­li­ana di Milton che espo­ne fino al 23 luglio a Dignano, pre­sso la Galleria “El Magazein”. Una pit­tu­ra che espri­me sim­bo­li­ca­men­te il viag­gio fisi­co e inte­ri­ore che ognu­no di noi per­cor­re ince­ssan­te­men­te:  per ritro­va­re un passa­to, spe­sso sco­nos­ci­uto, o per sco­pri­re un futu­ro che possa esse­re defi­ni­to casa. Viaggio che Jennifer Lawrence ha ini­zi­ato mol­ti anni fa e che è des­ti­na­to a con­ti­nu­are, segu­en­do i rit­mi di un mon­do in con­ti­nua tra­sfor­ma­zi­one. Tema di gran­de attu­alità, che dà eco al tema “Foreigners everywhe­re” del­la Biennale d’Arte 2024 in cor­so a Venezia.

Comunità come appartenenza

Dov’è casa e soprat­tut­to cos’è casa? Un con­cet­to dai con­tor­ni sem­pre più incer­ti. Casa come situ­azi­one affet­ti­va e sicu­re­zza per­so­na­le, casa come iden­tità, com­fort zone da cui ci si deve spe­sso allon­ta­na­re. I luog­hi sono casa, ma anc­he i luog­hi fan­no un loro viag­gio, paral­le­lo al nos­tro, muta­no, e a vol­te ci diven­ta dif­fi­ci­le per­ce­pir­li anco­ra come casa. La pit­tu­ra di Lawrence li esplo­ra. I suoi lavo­ri sono spe­sso risol­ti con una linea inter­rot­ta, che li attra­ver­sa in ver­ti­ca­le e in ori­zzon­ta­le. Righe che par­la­no di viag­gi, di sco­per­ta e di esplorazione.

“La vita – com­men­ta l’ar­tis­ta – è un pro­ce­sso, per alcu­ni affas­ci­nan­te per altri dolo­ro­so. Nella mia pit­tu­ra ho cer­ca­to di espri­me­re il sovrap­por­si di ques­te tap­pe, layers, che ci siamo las­ci­ati dietro”. Un passa­to da recu­pe­ra­re, insom­ma, per con­ti­nu­are a cer­ca­re, mossi dal desi­de­rio ide­ale di appar­te­ne­re a una comu­nità, di seder­si su una pan­ca intor­no a un tavo­lo a scam­bi­are paro­le e ges­ti di acco­gli­en­ze, come Jennifer espri­me nel suo dipin­to “Place to Ponder”.

La tena­cia nel­le trac­ce del passato

La sua pri­ma visi­ta in Istria è sta­ta pro­prio a Dignano, un anno fa. “Ciò che ha col­pi­to Jennifer – com­men­ta Germano Fioranti del­la Galleria El Magazein – è sta­to lo spi­ri­to genu­ino e auten­ti­co dei luog­hi. Lo scor­so anno si è fer­ma­ta qui tre set­ti­ma­ne e, duran­te il suo sog­gi­or­no, ha scat­ta­to foto e fat­to schi­zzi di Dignano e del­le aree cir­cos­tan­ti per pre­pa­ra­re ques­ti undi­ci dipin­ti dedi­ca­ti al territorio”.

“In quel­l’oc­ca­si­one – rac­con­ta l’ar­tis­ta – Germano mi ha illus­tra­to la sto­ria del­la cit­tà e dell’Istria. Come avvi­ene per mol­te aree antic­he, Dignano è sta­ta cos­tru­ita e poi ricos­tru­ita sul­le rovi­ne del passa­to. Ne sono sta­ta affas­ci­na­ta. I miei viag­gi nei cen­tri sto­ri­ci e nel­le aree arc­he­olo­gic­he sono sem­pre fon­te di ispi­ra­zi­one. Mi inte­re­ssa la sto­ria, la con­ti­nu­ità e l’umanità, la gius­tap­po­si­zi­one tra la natu­ra e l’o­pe­ra del­l’u­omo, soprat­tut­to quan­do sono anco­ra visi­bi­li i seg­ni degli inse­di­amen­ti del passa­to. Ciò che mi ha col­pi­to di ques­ta ter­ra? Vedere le trac­ce del­la sto­ria, la tena­cia del­le per­so­ne che han­no dato con­ti­nu­ità alle real­tà urba­ne, sicu­ra­men­te par­te di una stra­or­di­na­ria atti­tu­di­ne a fare comunità”.

La com­po­si­zi­one astrat­ta e materica

“La com­po­si­zi­one astrat­ta mi per­met­te di inter­pre­ta­re appi­eno la plas­ti­cità e la com­ple­ssità dei luog­hi. E poi ho una sor­ta di osse­ssi­one per i tessuti”.

Segni su seta, cuci­tu­re, pit­tu­ra e car­bon­ci­no, car­ta e lino, tec­nic­he svi­lup­pa­te in un decen­nio di spe­ri­men­ta­zi­one e ricer­ca. Colori che spo­sa­no fram­men­ti di seta bian­ca, mate­ri­ale tat­ti­le, orga­ni­co, resis­ten­te, da reinven­ta­re in infi­ni­ti modi. Un tessu­to anti­co, come lei ste­ssa spi­ega, che anco­ra pri­ma di entra­re nel­lo stu­dio di un artis­ta ha già una sua sto­ria, pro­prio come un esse­re uma­no. “Preparare la seta per i miei dipin­ti ric­hi­ede mol­te ore. Ho bisog­no di leg­ge­re la seta, las­ci­are che si rive­li a me. Quando la cucio uti­li­zzo sem­pre il filo di tra­ma di seta o il filo di seta da una mata­ssa, seta su seta”.

Il fini­ssa­ge del­la mos­tra, cura­ta da Kristina Tamara Kučiš Franić, è pre­vis­to per il 23 luglio alla pre­sen­za del­l’ar­tis­ta. A dis­po­si­zi­one dei visi­ta­to­ri il cata­lo­go in ingle­se, ita­li­ano e cro­ato. Informazioni det­ta­gli­ate su Jennifer Lawrence e sul suo per­cor­so artis­ti­co le tro­va­te qui.

I pro­ssi­mi even­ti alla Galleria El Magazein

Il 26 luglio ritor­na a Dignano Paolo Zanarella, “il pianis­ta fuori pos­to”. Il musi­cis­ta e com­po­si­to­re pado­va­no, che ave­va già ani­ma­to con suc­ce­sso la sera­ta in Galleria il 30 otto­bre scor­so, si esi­birà ques­ta vol­ta su una piat­ta­for­ma in acci­aio sos­pe­sa all’al­te­zza di 25 metri.

“Un appun­ta­men­to musi­ca­le stra­or­di­na­rio – anti­ci­pa Germano Fioranti – che avrà anc­he il sig­ni­fi­ca­to di ouver­tu­re del­la mos­tra di Alessandra D’Agnolo,  accom­pag­na­ta dal­la por­tog­he­se Graciela Machado, dedi­ca­ta alle chi­ese del nos­tro ter­ri­to­rio dig­na­ne­se. Metteremo a dis­po­si­zi­one dei visi­ta­to­ri un cata­lo­go con­te­nen­te cen­ni sto­ri­ci e di ubi­ca­zi­one del­le chi­ese, arric­c­hi­to dal­l’il­lus­tra­zi­one di una nuova teoria sul­la dis­po­si­zi­one assi­ale degli edifici.”